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L'Europa è ancora smart


Se nel primo trimestre 2017 gli USA di Donald Trump sembrano rallentare la corsa, il Pil dell’Eurozona invece pare seguire la stessa linea d’onda: +0,5%. Come afferma Chris Iggo, CIO di AXA IM “mentre rientra il rischio politico in Europa, i mercati azionari continuano a riportare buone performance nell’ottimismo generale”. Non a caso la fiducia, tutta europea, già da qualche settimana ha spinto gli investitori a posizionarsi con decisione sul mercato azionario del Vecchio continente. E le perfomance da inizio anno sono tutte a doppia cifra. Questa tipologia di fondi attrae nuove risorse a conferma di un rinnovato interesse da parte degli investitori per questa classe di investimento che garantisce ritorni interessanti, battuti in parte solo dall’azionario emergente e dal settore tecnologia.

Categoria Morningstar  Rendimenti YTD
(% in euro)
Azionari Area Euro Mid Cap 15,98
Azionari Area Euro Small Cap 15,81
Azionari Europa Small Cap 15,16
Azionari Europa Mid Cap 14,04
Azionari Europa Emergente ex Russia 13,77
Azionari Europa ex UK Small/Mid Cap 13,66
Azionari Area Euro Large Cap 12,34
Azionari Europa Large Cap Growth 12,17
Azionari Europa ex UK Large Cap 11,52
Azionari Europa Flex-Cap 10,81

Fonte Morningstar. Top ten rendimenti per categoria Azionari Europa e Azionari Area Euro all'8/05/2017.

“Il rinnovato interesse degli investitori per i mercati azionari europei è il frutto della convergenza di fattori politici, macroeconomici e microeconomici particolarmente favorevoli”, spiega Riccardo Ceretti, head of equities di Arca Fondi SGR. “Dal punto di vista politico le elezioni olandesi e francesi hanno visto ridimensionare il fenomeno dei movimenti euroscettici, riducendo di conseguenza la percezione del rischio degli operatori di mercato. In ottica macroeconomica gli indicatori di crescita risultano in miglioramento, mentre il tasso di inflazione risulta contenuto ma in salita. Tali condizioni, accompagnate a politiche monetarie che rimangono estremamente accomodanti, accrescono sensibilmente il potenziale dei mercati azionari europei, rendendoli attraenti in una prospettiva internazionale”.

La recente stagione degli utili sta poi confermando le prospettive ottimistiche. Le analisi mettono in evidenza una aumento del 10% nell’ultimo trimestre per cui “dopo anni di continue revisioni al ribasso, le stime relative agli utili futuri stanno tornando a crescere. Questa dinamica microeconomica, innestandosi in un contesto di valutazioni fondamentali relativamente contenute, costituisce un naturale supporto per gli indici azionari del Vecchio continente”, aggiunge l’esperto di Arca Fondi.

Tanto più che, come evidenziano i dati del Pil americano, la politica economica oltreoceano sembra appannarsi. “Passati i primi 100 giorni dall’insediamento, come peraltro prevedibile, l’azione di Trump si prospetta più lenta e meno incisiva di quanto dichiarato e torna a far riaffiorare qualche perplessità in capo agli investitori sul corretto equilibrio tra crescita utili ragionevolmente perseguibile e livelli valutativi già raggiunti”, chiarisce Andrea Rotti, direttore invetsimenti gestioni patrimoniali di Ersel. “Da qui origina la ricerca di alternative di investimento in ambito azionario, favorita peraltro da un quadro macroeconomico internazionale che, reflazione americana o meno, sta indubbiamente offrendo segnali incoraggianti e il cui riflesso si percepisce anche nella favorevole reportistica aziendale del primo trimestre 2017, dopo quella già incoraggiante dell’ultimo del 2016”.

Insomma l’Europa “torna a essere una possibile e credibile alternativa di investimento a maggior ragione se le prospettive politiche convergono verso una maggior stabilità, come suggerito dalle presidenziali francesi e se il settore bancario, sempre rilevante negli indici del Vecchio continente, si avvantaggia di una prospettica normalizzazione dei tassi di lungo periodo che una BCE, pur ancora e verosimilmente ancora a lungo dovish, può essere parzialmente disposta ad accettare”.

Flussi da record

grafio1Nelle ultime settimane secondo gli esperti di Merrill Lynch i fondi azionari europei stanno raccogliendo ingenti flussi, anche da investitori americani, e la propensione al rischio sembra tornare alla ribalta. Sui flussi è Marcello Fatticcioni, responsabile del comparto fondi absolute return e life cycle di Aletti Gestielle a fornire qualche dato in più. "È vero. Stanno ritornando sui mercati azionari. Il processo è in fase avanzata e le diverse macro aree ne stanno beneficiato (chi più, chi meno)”, come visibile nel grafico a sinistra sui flussi equity ETF di JPM.

grafico2“I drivers dei movimento sono stati sia i buoni dati economici, che la ripresa degli utili aziendali”. Concorda Fatticcioni mostrando il grafico a seguito con la revisione degli utili a 12 mesi per i mercati emergenti e per quelli sviluppati, si può notare la ripresa di entrambe le serie oramai da inizio 2016.

Secondo l’esperto, questi fattori hanno portato da una parte al rialzo di tutte le borse a livello mondiale. Dall’altra parte l’avversione al rischio, espressa sia dalla volatilità implicita calcolata sia sull’indice americano che quella europea calcolata sull’SX5E Index sono scese notevolmente.

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