Se il 2016 sarà un anno di rendimenti a singola cifra

  • 04/01/2016

L’aumento dei tassi d'interesse da parte della Fed, la Cina in fase di transizione e la sua incidenza sui mercati emergenti, le elezioni presidenziali negli USA, la ripresa europea e italiana. Per il 2016 gli esperti si aspettano molti fattori, macro e micro, che potrebbero influenzare lo scenario dei mercati. Fabio Catalano, portfolio manager di AcomeA SGR, ci spiega qual è la visione generale della società di gestione in merito all'anno appena cominciato. 

 

Ci riassume in tre punti - motivandoli - la vostra view di mercato per il 2016?  

La strategia dei nostri processi di investimento non è basata su scenari di previsione, ma su quanto le valutazioni prezzano i rischi delle differenti classi di attivo. In generale si può assumere che il 2016 sarà un anno di rendimenti a singola cifra che comporta normalmente una volatilità più elevata. All’interno della componente obbligazionaria i titoli di stato governativi dei Paesi core non offrono significative opportunità corrette per il rischio a meno di non tornare in una fase di ciclo recessiva: privilegiamo quindi la componente dei Paesi emergenti, sia governativa che societaria, e le obbligazioni di società finanziarie dell’area euro, mantenendo una percentuale di investimenti a breve termine per poter sfruttare inefficienze di mercato determinate dalle fasi più volatili. Il risultato degli investimenti azionari sarà determinato prevalentemente dalla crescita degli utili e marginalmente da una espansione dei multipli. All’interno dei maggiori indici, la dispersione settoriale rimarrà elevata e la sector allocation sarà più determinante della country allocation. In quest’ottica privilegiamo l’area euro e il Giappone e le società con fatturato domestico rispetto a quelle con mercati di sbocco internazionali.
 
Quali potrebbero essere le asset class da tenere d'occhio? I multi-asset continueranno ad essere la categoria più gettonata, come accaduto nel 2015?

I multi asset resteranno una componente importante per la costruzione dei portafogli proprio a causa dei bassi rendimenti attesi del mercato obbligazionario. Nell’ottica di posizionarsi sui mercati azionari riducendo la direzionalità di portafoglio una significativa componente di prodotti long-short equity può risultare più efficiente per ridurre la volatilità di breve e cogliere le opportunità di rotazione e direzionalità settoriale. I settori maggiormente stressati come l’energia e le materie di base e alcuni Paesi emergenti come il Brasile e la Cina sono scelte fuori consenso e possono nel breve determinare interessanti performance.
                
Meglio Europa o Stati Uniti?

Le scelte di consenso sono molto sbilanciate verso l’Europa, ma questo sovrappeso generalizzato non è un indice favorevole. La crescita dei tassi americani esprime uno stato dell’economia migliore negli Stati Uniti mentre in Europa potrebbero mancare le componenti che hanno determinato la dinamica dei rendimenti di quest’ultimo anno, quali la debolezza delle materie prime e la forza del dollaro, unitamente alla consistente politica monetaria. La scelta di investire negli Stati Uniti a cambio coperto unitamente a strategie long-short sull’Europa potrebbe essere un interessante basket leggermente fuori consenso per ottenere rendimenti corretti per il rischio interessanti.
 
Che impatto avrà MiFID 2 sul settore?

Uno degli obiettivi della MiFID 2 è quello di aumentare la trasparenza sui costi sostenuti dai risparmiatori e ridurre i conflitti d’interessi. Questo cambio di normativa pone un’enorme sfida al settore. Con il tempo saranno costretti a uscire dal mercato quei fondi comuni che propongono una finta gestione attiva, e quei collocatori che offrono un servizio di consulenza scadente, di facciata e con costi francamente non giustificati. Sarà un’occasione per riavvicinare la finanza al risparmiatore e per i bravi consulenti di esprimere al meglio le proprie capacità al servizio dei clienti.

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