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Se a preoccupare adesso c'è anche il Giappone


In Giappone è tutto fermo: la settimana scorsa la BoJ ha deciso di non procedere con un ulteriore stimolo monetario nonostante la debolezza della crescita economica e dell'inflazione, mossa che ha provocato un apprezzamento dello yen al massimo di circa due anni. La Banca centrale nipponica, insomma, rimane attendista, come spiega anche Davide Marone, senior analyst di Fxcm Italia. “L’impressione che si ricava è quella per la quale il governatore e il suo board cerchino di temporeggiare su quella che apparirebbe come una manovra estrema di ulteriore espansione del Qualitative easing, che in termini di varietà di classi di asset (ricordiamo che l’istituto compra obbligazioni e perfino azioni societarie) ed importi (80 trilioni di yen l’espansione della base monetaria su base annuale), risulta già di portata vastissima. Riteniamo che un simile interventismo potrebbe essere posto in essere nel momento in cui lo yen mostrasse un rafforzamento ancora più rilevante, ascrivibile alla soglia psicologica di 100 sul cambio Usd/Jpy”.

Se si guarda alle categorie Morningstar sull’azionario nipponico (Large caps e Small/mid cap), da inizio anno hanno segnato qualcosa come -8,64% e -1,10% rispettivamente (dati aggiornati al 17/06/2016). Risultati non certo entusiasmanti: “ci sono pochi dubbi sul fatto che l’economia giapponese stia rallentando. E questo fa nascere nuove domande sulla bontà delle scelte economiche del governo guidati da Shinzo Abe”, ha spiegato Dan Kemp, responsabile degli investimenti EMEA di Morningstar. “Tuttavia, se leviamo di torno tutte le questioni politiche ed economiche, ci accorgiamo che l’equity nipponico, per quanto riguarda semplicemente le valutazioni, è ancora molto interessante. Ma con i fattori politici ed economici bisogna fare i conti, quindi dobbiamo aspettarci minori rendimenti dall’equity Japan rispetto a quello di altri mercati sviluppati, anche se questi ultimi trattano a premio”.

Sol levante: eccessiva svalutazione

A investire sul Paese già da anni c’è, ad esempio, il comparto Eurizon EasyFund Equity Japan LTE, gestito da Roberto Berzero. Se lo scorso anno, tutto sommato, il fondo ha chiuso in positivo, il primo trimestre è stato difficile, con perdite di oltre dieci punti percentuali: “il mercato giapponese ha registrato una performance deludente in questa prima metà del 2016, con i principali indici (Topix e Nikkei) che segnano flessioni da inizio anno a metà giugno vicino al 20% in valuta domestica”, spiega Berzero.

“Le ragioni principali di tale debolezza, a nostro avviso, sono da imputare più a fattori esogeni che endogeni come: il rallentamento dell’economia cinese, una crescita in America al di sotto del potenziale e le continue tensioni di ordine economico e politico in Europa. A tale riguardo è importante rilevare come il referendum in Gran Bretagna rappresenti un catalyst indicativo in questo momento, dove una possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea potrebbe creare un aumento della volatilità sui mercati e un contestuale apprezzamento dello Yen, riducendo ulteriormente la competitività dell’economia.

Inoltre, molti investitori hanno reagito negativamente al comportamento attendista della BOJ, che nel corso degli ultimi meeting non ha modificato la politica monetaria espansiva ritenendola adeguata agli obiettivi inflazionistici prefissati. Scelta a nostro avviso da considerare coerente, in rapporto agli attuali tassi d’interesse (-0.10%) e all’espansione della base monetaria volta a sostenere i consumi. Inoltre, il governo ha comunicato che prima di abbassare ulteriormente i tassi d’interesse vuole valutare l’efficacia dell’attuale politica monetaria considerando anche eventuali effetti secondari che potrebbero generare contrazioni sul settore bancario, già fortemente impattato dall’attuale livello dei tassi e dall’andamento del mercato obbligazionario”.

Insomma, sul tavolo sono parecchie le difficoltà, compresa una revisione delle previsioni sull’anno della produzione in riflesso al ciclo economico attuale. “Tuttavia, bisogna rilevare come il mercato nel suo complesso rimanga attraente presentando uno sconto valutativo sia in rapporto agli altri Paesi sviluppati che rispetto alla sua media storica”, aggiunge il portfolio manager di Eurizon Capital. “Per tale ragione, tenuto conto della situazione attuale, riteniamo che il mercato azionario giapponese abbia subito un’eccessiva svalutazione e ci aspettiamo una sua inversione di tendenza nei prossimi mesi, in un contesto globale di normalizzazione”.

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