Rialzo dei tassi USA: non è solo questione di performance


Dall’altra parte dell’Atlantico c'è un clima d'attesa: da una parte saranno rilasciati i dati sulla produzione industriale negli Stati Uniti, insieme ad un indicatore dello stato di salute del settore manifatturiero nell’area di New York. L’appuntamento della settimana sarà però la riunione del comitato operativo della Federal Reserve, che si concluderà il prossimo mercoledì. Non si attendono mosse sui tassi di interesse ma indicazioni sullo stato dell’economia USA e sulla tempistica di un futuro rialzo del costo del denaro.

Secondo Matteo Dirupati, gestore azionario USA di AcomeA SGR, "gli ultimi dati macro-economici rilasciati nell’area statunitense segnalano una netta inversione di tendenza rispetto a quelli riferiti al primo trimestre 2015, lasciando presupporre che la debolezza di inizio anno fosse per lo più legata a fattori esogeni quali le avverse condizioni climatiche e lo sciopero che ha paralizzato l’attività sulla West Coast. Le vendite di nuove case ad aprile sono balzate ben al di sopra delle aspettative degli analisti fornendo nuova linfa al mercato immobiliare, mentre i dati sui “durable goods” hanno segnalato una ripresa del ciclo degli investimenti. Tuttavia, ben più importanti sono state le dichiarazioni del governatore della Banca centrale americana che ha annunciato che nel corso dell’anno la Fed opererà il primo rialzo dei tassi". Ma come comportarsi in questo nuovo scenario? "Senza entrare in un dibattito sterile sulle previsioni di come il mercato azionario reagisce in questa fase, affidiamoci alla memoria storica che suggerisce che nel breve periodo gli indici azionari reagiscono negativamente per poi riprendere la corsa al rialzo", spiega Dirupati.

 

"Non dimentichiamoci che questo eventuale ciclo di rialzo dei tassi è ben differente dai precedenti. Un periodo così lungo di tassi a zero ha creato una situazione anomala e la stupefacente perfomance del mercato azionario statunitense negli ultimi anni è in parte strettamente correlata a misure di politica monetaria non convenzionali quali il Quantitative easing. Per tale ragione l’eccessivo affidamento ai precedenti periodi di rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe essere fuorviante", conclude il il gestore azionario USA della SGR. "I portafogli azionari americani di AcomeA sono improntati alla prudenza".

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