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L’in-accessibilità dei fondi quotati


Ecco un nuovo prodotto che arriva a Piazza Affari. Finlabo SIM quota il suo fondo flagship Dynamic Equity, portando così a 22 gli emittenti attivi sul listino ETFPlus di Borsa Italiana dedicato agli OICR aperti. Negli ultimi tempi si è visto un pò di movimento sul segmento - nato a dicembre 2014 per creare un collegamento diretto tra fondi comuni ed investitori -, ma che stenta ancora a decollare. “Il problema per l’investitore finale è accedere al listino ETFPlus in quanto le banche non lo consentono”, afferma Michele De Michelis, CIO di Frame AM. E continua: “Quello che non capisco onestamente è come i regolatori e le istituzioni possano consentire un tale comportamento, che va contro tutte le regole del libero mercato”. Per spiegare come questo sia possibile, De Michelis usa una metafora: “È come costruire un centro commerciale e poi mettere il divieto di transito a tutte le strade che conducono al centro. Anche qualora sapessi che vi vendono beni a prezzi inferiori non li potrei comunque mai comperare”.

Oltre all’ultimo arrivato, il Finlabo Dynamic Equity , da fine maggio sono in negoziazione su ETFPlus sei fondi di investimento della sicav maltese Eiger Sicav, e altri due fondi di Pharus Sicav, che ha già quotato 12 prodotti, mentre hanno deciso di lasciare il listino di Borsa Italiana il fondo Plurima Pairstech Total Return A Listed di European and Global Investments a causa di forti riscatti e un prodotto targato Method Investments – Method Target Selection Listing Acc Eur per cui l’emittente ha richiesto una sospensione solo temporanea.

Ad oggi nel segmento ETFPlus dedicato agli OICR aperti si trovano 22 emittenti, soprattutto piccole boutique, per un totale di 120 fondi (consulta qui l’elenco completo).   “Mi auspico che possa avvenire qualcosa che consenta la liberalizzazione e renda il mercato accessibile a tutti”, conclude De Michelis.

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