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Quali sono i vantaggi dell’applicare un metodo quantitativo nella selezione dei fondi?


“Utilizzare metodologie quantitative alla base delle selezione dei fondi di investimento consente di analizzare forti moli di dati difficili da fare umanamente in tempi ragionevoli. Velocizzare la fase di screening permette al gestore di patrimoni di concentrare la sua brillante professionalità in un paniere di opportunità ristretto e spesso con soluzioni differenti dai fondi che definisco i ‘soliti noti’. Inoltre, utilizzare risultati oggettivi permette di gestire l’emotività nelle scelte di investimento e soprattutto nelle fasi di stress di mercato”. Per Michael Zanon, business developer presso DIAMAN Tech, sono questi i principali vantaggi dell’applicare modelli quantitativi alla selezione dei fondi. DIAMAN Tech è la start up innovativa che attualmente sviluppa due software per i professionisti dell’ambito del risparmio gestito. In particolare un software per la gestione di portafogli di fondi ed ETF che si chiama Ex-ante ed uno per la selezione di obbligazioni corporate che si chiama iRating. L’approccio quantitativo presente in queste piattaforme deriva da un’importante e costante attività di ricerca e sviluppo di modelli statistico matematici applicati ai mercati finanziari. 

“Gli unici dati che abbiamo a disposizione sono quelli derivanti dai prezzi passati. Sfruttando delle relazioni matematiche tra DrawDown e performance DIAMAN all’interno del software Ex-ante ha ideato un modello che stima i rendimenti futuri sfruttando le probabilità condizionate. In maniera più semplice permette di fare delle scelte d’investimento più consapevoli non basate solo sulle performance passate che ormai se ne sono andate, ma sulle prospettive di crescita di un determinato portafoglio, area geografica o settore”, spiega Zanon. E continua: “inoltre si possono utilizzare gli indicatori classici come performance, sharpe, etc., ma anche indicatori innovativi come l’Ulcer Index e DIAMAN Ratio. Quest’ultimo è un indicatore proprietario riconosciuto a livello internazionale che permette di stimare la persistenza di un trend, ossia è in grado di indicare con buona precisione la capacità di uno strumento finanziario di perseguire con costanza certi rendimenti. E' particolarmente indicato per la selezione di strumenti finanziari obbligazionari o Absolute Return, ovvero che promettono di ottenere rendimenti positivi in ogni condizione di mercato, perché la loro (teoricamente) persistenza dovrebbe essere notevole, e quindi ben evidenziata da un indicatore statistico come il DIAMAN Ratio che ne analizza il trend e il suo scostamento. Viceversa per fondi comuni azionari, il DIAMAN Ratio può essere utilizzato come indicatore di timing.

I parametri chel’esperto utilizza  per ottenere diverse informazioni da più punti di vista in modo da ridurre i falsi segnali sono Ulcer Index, DIAMAN Ratio, Indice di Sortino e le probabilità condizionate che permettono di fare degli screening potenti ed individuare i fondi con le migliori prospettive di crescita e di controllo del rischio. In particolare Zanon è affascinato  dall’ indice dell’ulcera “perché apparentemente complicato dato il suo nome così accattivante, ma estremamente informativo e semplice da utilizzare. Esso mette in relazione i DrawDown con il tempo di recupero e fornisce un indicazione di quali fondi a parità di perdita sono stati più veloci nel recuperarla. Si può utilizzare come indicatore oggettivo per misurare l’abilità del gestore nel recuperare le perdite soprattutto nei fondi flessibili e absolute return. Utilizzando gli indicatori pocanzi citati è possibile monitorare per le diverse asset class quali sono le migliori opportunità d’investimento e crearsi delle classifiche sempre aggiornate per avere sempre sotto controllo l’elenco dei fondi a disposizione. E’ possibile farlo sia per diverse asset class, ma anche per un peer group personalizzato di fondi o ETF", conclude.

 

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