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Quali mercati presentano asset rifugio secondo i fondi sovrani?


La bassa volatilità dei mercati e la preoccupazione per gli shock geopolitici nell’attuale contesto di incertezza globale porta gli investitori sovrani a rinviare le decisioni più importanti in materia di asset allocation e a cercare Paesi in cui potersi rifugiare nel caso di turbolenze. Ma con una sfumatura importante: non si tratta solo di cercare rifugio, ma tali attività e Paesi dovrebbero garantire sicurezza e crescita. È quanto emerge dal V Invesco Global Sovereign Asset Management Study che quest'anno evidenzia come l'incertezza geopolitica e le limitate opzioni per l'aumento delle allocazioni in investimenti rischiosi (risk asset allocation) stiano inducendo gli investitori sovrani di tutto il mondo ad apportare meno modifiche alle allocazioni rispetto a quelle apportate negli ultimi cinque anni, nonostante il crescente incremento dei divari in termini di obiettivi di rendimenti. 


Per Alex Millar, responsabile EMEA Sovereigns, Institutional Sales di Medio Oriente ed Africa di Invesco, “il 2016 è stato un anno difficile per gli investitori sovrani in quanto le preoccupazioni per i livelli di finanziamento e le stime di rendimento sono state al centro dell'attenzione in un quadro di accentuata incertezza macroeconomica e politica. La domanda di fonti di reddito alternative come le infrastrutture ha rappresentato un tema ricorrente negli ultimi anni, ma quest'anno le difficoltà sono aumentate a causa di un'offerta sempre più scarsa. Pur avendo meno leve in termini di asset allocation con cui rispondere, gli investitori fanno ricerche approfondite nei mercati immobiliari più ricchi in termini di offerta e puntano alle opportunità e alla forza economica di Stati Uniti e Germania.”

Infatti, lo studio -articolato in interviste dirette condotte tra 97 singoli investitori sovrani e responsabili di banche centrali di tutto il mondo- 
ha evidenziato in primis come gli Stati Uniti siano anche quest’anno il primo mercato in termini di attrattività negli ultimi tre anni (con un punteggio di 8 su 10). Gli USA hanno vinto anche in termini di allocazioni effettive: il 37% degli intervistati ha infatti risposto di aver sovrappesato i nuovi afflussi al Nord America nel 2016 in rapporto al proprio portafoglio - in misura superiore a qualunque altra regione – e un 40% netto prevede di mantenere il sovrappeso anche nel 2017 Questa attrattività è in gran parte alimentata dagli aumenti dei tassi d'interesse e dalla fiducia del mercato in un regime di imposte societarie “favorevole all'economia” a seguito dell'avvento di Trump a gennaio 2017.

In Europa continentale, è stato osservato un calo delle allocazioni da parte degli investitori sovrani, passate dal 12,8% dell'AUM dello scorso anno all'11,2% di quest'anno, a fronte dell'apparente incremento del rischio di un'accentuazione dello sbandamento dell'UE. Nel panorama dei vicini europei, la Germania si distingue tuttavia come una delle mete globali più attraenti per gli investimenti degli investitori sovrani, saliti dal 7,0 dello scorso anno al 7,8 di quest'anno. La popolarità della Germania è attribuita al suo status di Paese rifugio e l'atteggiamento positivo nei suoi confronti è cresciuto grazie alla sua forza economica.

Meno Regno Unito e più India

L'attrattività del Regno Unito per gli investitori esteri ha subito il calo maggiore, scendendo al 5,5 rispetto al 7,5 dello scorso anno. La Brexit è ritenuta un significativo fattore negativo per gli investimenti nel Regno Unito. I fondi sovrani d'investimento con interessi europei hanno messo in discussione il futuro del Paese come 'hub d'investimento' per l'Europa, data l'incertezza in materia di imposte sulle importazioni e accesso al mercato. Come novità, in questa edizione dello studio di Invesco si è constatato che i fondi sovrani vedono potenziale di investimento nel mercato indiano, nonostante l'aggiustamento tattico verso i mercati sviluppati. Si tratta di un dato interessante, dal momento che questo tipo di investitori è molto selettivo con le loro allocation in mercati emergenti, visto l’incertezza intorno al prezzo delle materie prime. Infatti, mentre altri Paesi hanno avuto difficoltà con la loro bilancia dei pagamenti dopo il crollo delle materie prime, l'India ha visto una crescita costante del suo PIL. "Nonostante l'apparente sentiment negativo gravante sul Regno Unito, molti fondi sovrani hanno confermato l'impegno a lungo termine sul versante degli investimenti britannici post-Brexit, soprattutto immobiliari e in infrastrutture. Sono improbabili cambiamenti fino a quando la prospettiva per il Regno Unito come destinazione preferita per gli investimenti diventi più chiara”, conclude Millar.

Attrattività dei mercati per gli investitori sovrani (base 10)Captura_de_pantalla_2017-06-21_a_las_11

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