Quali Paesi emergenti potrebbero subire le politiche della Fed?


Brics, Next 11 o Fragile 5... il numero di  nomi e acronomi con cui si è cercato di mettere insieme negli ultimi anni alcuni Paesi emergenti con caratteristiche e deficit simili sono tanti e tali da aver creato confusione  perfino per gli investitori, sempre più incentrati a individuare i  Paesi "giusti" dove investire ed evitare quelli che non hanno fatto i compiti negli ultimi anni. Gli ultimi due anni, inoltre, sono stati segnati dal Taper tantrum del 2013 (visto in retrospettiva come una prova della Fed) e da diverse e importanti elezioni politiche nel 2014 e nel corso di quest'anno. Questi cambiamenti hanno contribuito, ad esempio, a Paesi come l'India e l'Indonesia di liberarsi dell'etichetta di Fragile 5 grazie all'introduzione di alcune riforme strutturali - tra le altre questioni in sospeso - per raddrizzare i problemi di deficit e regolare le proprie politiche monetarie.

Il Brasile e il Sud Africa, invece, sono stati vittime dal calo delle materie prime. Nel caso brasiliano, inoltre, il rinnovo di Dilma Rousseff  a capo del governo è stata accompagnato dallo scandalo di Petrobras, la grande azienda petrolifera pubblica, così come dal peggioramento del deficit fiscale, soprattutto in un contesto di inflazione crescente. Nel caso della Turchia, la rielezione di Erdogan ha causato una perdita di credibilità della Banca centrale del Paese, dopo che lo stesso Erdogan ha limitato il margine di manovra dell'istituto finanziario.

Amundi ha elaborato un grafico dov'è possibile visualizzare in maniera semplice i punti di forza e di debolezza dei principali Paesi in via di sviluppo. I criteri presi in considerazione per la valutazione sono stati: la crescita, l'inflazione, il debito pubblico, il deficit fiscale, in conto corrente e in risparmio, il prestito privato, il debito estero totale e a breve termine e la valuta (in termini di offerta monetaria). Tutti i dati si riferiscono all'ultimo aggiornamento del primo trimestre.  

La conclusione degli esperti è che "il Sud Africa è il Paese più vulnerabile a uno shock esterno, sotto forma di un aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti, seguito da Turchia e Brasile". "Anche altri Stati come la Colombia, con elevati disavanzi di bilancio e basse riserve valutarie, o la Malesia, con un debito pubblico ed estero più alto e un deficit fiscale peggiore rispetto al passato, potrebbero subire la normalizzazione della politica monetaria della Fed", aggiungono. 

Fonte: Amundi

 

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