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Prodotti alternativi, meno direzionali e più guidati dalla generazione di alpha


In un contesto in cui il rischio sistemico è stato accantonato e in presenza di tassi di interesse in salita, è un fatto che la gestione attiva sia destinata ad avere un ruolo centrale, con i fondi di fondi hedge che, dopo aver superato i peggiori shock di mercato, si confermano ancora una volta lo strumento capace di generare il miglior rapporto tra rendimento e rischio. Parola di Alessandra Manuli, amministratore delegato di Hedge Invest sgr, società indipendente specializzata in Italia in prodotti di investimento alternativo (fondi di fondi hedge, fondi Ucits e fondi chiusi), entrata nel 2014 con una crescita del 31% del patrimonio in gestione (oltre 950 mln  di euro a fine 2013). A questo riguardo il gruppo individua opportunità per il 2014 nelle principali strategie alternative. Sul long/short equity, continua Manuli, "siamo positivi sulla strategia per il 2014. Continuiamo a credere che il mercato azionario rappresenti, anche per il nuovo anno, l’asset class con il migliore rapporto rischio/rendimento".

Un po' più freddi il riscontro ricevuto da Pictet: "dopo le performance positive del 2013, il 2014 presenta notevoli elementi di incertezza: rischi geopolitici, elezioni in alcuni stati dei paesi emergenti, il rallentamento economico in Cina e la fine degli stimoli monetari. Resta intatta per contro la necessità di rendimento che passa necessariamente per la ricerca di utili aziendali che sono alla base di un mercato azionario sempre (ma non necessariamente) crescente", commenta Marco Ghilotti, senior manager di Pictet Asset Management. "Le correlazioni sono tornate ai livelli pre-crisi: la selezione di singoli titoli diventa sempre più cruciale per non dipendere esclusivamente dalla direzione del mercato (beta) che è di per sé non prevedibile", chiude lo specialista.

In materia di investimenti, Kairos si distingue sul mercato, è leader nel settore degli investimenti alternativi ed è stata la prima SGR italiana autorizzata da Banca d’Italia (22 marzo 2001). "Il 2013 si è certamente dimostrato uno dei migliori anni per gli hedge in termini di generazione di extra rendimento in un contesto peraltro di mercati azionari molto forti", spiega Stefano Prosperi, a capo dell’ufficio di New York Office, membro del Funds of Funds Investment Committee di Kairos.  Per quanto riguarda il Kairos Multi Strategy Fund, il 2013 è stato il miglior anno di performance assoluta registrata dal prodotto, superando anche anni direzionalmente molto forti come il 2003 ed il 2009. Spiega il manager: "La generazione di questo rendimento non é dipesa da un aumento del rischio ma da un’efficiente gestione del capitale. Peraltro piú che in altri momenti il rischio é stato diversificato in modo molto omogeneo tra Stati Uniti, Europa/UK e mercati emergenti. A contribuire alla performance é stata poi certamente la minore competizione nella gestione attiva, che crediamo sia un fattore strutturale destinato ad  avvantaggiarci anche nei prossimi anni".

I fondi attivi sopravvissuti alla crisi sono infatti ora ben posizionati per sfruttare le molte inefficienze di mercato ancora presenti. Infatti da una parte i flussi in entrata in Etf e fondi passivi hanno guidato al rialzo il prezzo di titoli più rappresentativi, che spesso trattano a valutazioni elevate. Dall’altro lato la limitata attenzione riservata a società di dimensioni medio-piccole, che non fanno parte dei principali indici, ha creato opportunità straordinarie di arbitraggio per gli stock pickers.

Il mercato dei fondi alternativi in Italia ha vissuto anni difficili dopo il picco di masse gestite raggiunto alla fine del 2007. La crisi finanziaria globale prima e quella del debito sovrano europeo poi hanno determinato un contesto estremamente difficile non soltanto per la generazione di performance, ma anche e soprattutto per la raccolta. Precisa Prosperi: "Le difficoltà vissute dal nostro paese nel corso del 2011 hanno contribuito ad un incremento dei tassi di interesse sui titoli di Stato, che negli ultimi anni sono stati il vero e principale competitor dell’industria del risparmio gestito alternativo. Molti investitori istituzionali, infatti, attratti dal persistere di rendimenti elevati sul cosiddetto risk-free, hanno implementato una strategia direzionale su questo tipo di titoli, ignorando quasi totalmente la buon regola della diversificazione", conclude.

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