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Previsioni e prospettive di crescita per il 2017


Quali saranno le prospettive economiche per il 2017? Il contesto economico dell'anno a venire sarà influenzato dagli effetti della Brexit, dalle riforme economiche e fiscali di Donald Trump, dalle politiche monetarie e dalle elezioni politiche in Europa. Almeno è quanto immagino alcune società di gestione internazionali che prendono posizione.

Anton Brender, chief economist di Candriam analizza la situazione economica e politica degli Stati Uniti. L’ottavo anno di espansione dell'economia non è stata accompagnata da squilibri macroeconomici. L'elezione di Donald Trump potrebbe cambiare le cose. Anche se attuate solo parzialmente, le riduzioni d'imposta e le spese infrastrutturali sosterranno l'economia. Anton Brender aggiunge che “l'ampiezza e la tempistica di questo sostegno restano ancora incerte, i suoi effetti non saranno per questo meno percepibili nel 2017 e soprattutto nel 2018: la crescita potrebbe superare il 3% e il deficit pubblico potrebbe quasi raddoppiare". Nel 2017 la crescita dovrebbe rallentare nel Regno Unito, mentre l’economia dell'Eurozona sembra essere tornata su una traiettoria di crescita autosufficiente. Florence Pisani, head of economic research di Candriam afferma che "i rischi politici restano tuttavia elevati per il 2017: le scadenze elettorali sono numerose (elezioni nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania) e con l'avanzata dei populismi, le forze centrifughe dormienti restano una minaccia per l'Eurozona".

State Street Global Advisors si è focalizzata sull’impatto della politica monetaria e fiscale sugli investimenti nel 2017. Rick Lacaille, chief investment officer globale della SGR, ha dichiarato che "le sorprese Trump e Brexit, hanno contrassegnato il 2016 come anno di cambiamento in tutto il panorama geo-politico, con implicazioni significative sia per l’economia che per i mercati". Lori Heinel, deputy global chief investment officer, osserva che, “le elezioni nei principali paesi europei intensificheranno le preoccupazioni per un’ulteriore destabilizzazione dell'euro. L'idea di instabilità potrebbe far crescere la paura tra gli investitori e potrebbe portare a un ulteriore indebolimento dell'euro durante la prima metà del 2017".  

In un’ottica di crescita dei mercati azionari, SSGA è convinta che per gli investitori in cerca di rendimenti, l’evoluzione dei mercati obbligazionari e azionari richiederà un approccio più prudente. I modelli di volatilità suggeriscono che nel 2017 si verificheranno rischi più elevati per i mercati azionari e la capacità della Federal Reserve di moderare gli eccessi appare sempre meno probabile.

Ariel Bezalel, gestore di Jupiter AM, prevede nel 2017 un ritorno dell’inflazione nelle economie sviluppate. I mercati hanno interpretato il risultato delle presidenziali americane come un ulteriore segnale di ripresa dell’inflazione. Il rischio di inflazione è stata una delle principali motivazioni a supporto della decisione della SGR di diminuire la duration del portafoglio. Ridurre il rischio di duration di oltre la metà ha consentito alla società di asset management di sopportare la recente pressione al rialzo sui rendimenti obbligazionari. Il gestore prevede che per il prossimo anno possa esserci il rischio di ulteriore instabilità. Un altro elemento da seguire con attenzione è il rafforzamento del dollaro, a causa dei rischi a cui espone quei mercati emergenti che emettono gran parte del proprio debito in dollari USA.

Secondo Source, nel 2017 la gestione della liquidità e il debito sovrano saranno le classi privilegiate da parte degli investitori grazie alla bassa volatilità e scarsa correlazione con altri attivi. Paul Jackson, responsabile della ricerca di Source, ha commentato: “È difficile, al momento, fare delle previsioni dopo i risultati inattesi delle elezioni statunitensi e della Brexit. Tuttavia, prevedendo per il prossimo anno una modesta crescita economica e un basso livello di inflazione, ci aspettiamo dei rendimenti positivi nel mercato azionario e immobiliare. Ma, gli effetti positivi provenienti dai due mercati non riescono a controbilanciare i fattori negativi rappresentati dall'elevata volatilità e dall'alta correlazione con diverse classi di attivi”. Jackson prevede nel 2017 un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed, che non dovrebbe provocare alcun tumulto nei mercati, vista la politica monetaria accomodante adottata dalle altre principali banche centrali”

Per Maura Murphy, di Natixis Global AM l’aumento dei rendimenti a livello globale, una maggiore crescita e l’aumento dell’inflazione guideranno le performance del mercato obbligazionario. Tenendo conto delle aspettative dell’inflazione, il gestore esprime una preferenza verso le obbligazioni inflation linked ai bond governativi. L’outlook per i mercati emergenti appare più incerto. L’aumento dei tassi di interesse e quello dell’inflazione, combinati con la debolezza delle valute emergenti, potrebbero continuare a tenere sotto pressione il mercato dei bond emergenti, sia governativi che corporate. 

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