Potenza (Groupama AM): "È il momento giusto per aprirci al retail"


Groupama AM apre al retail. E lo fa dal nuovo ufficio di Milano, probabilmente attivo già da metà luglio, e con un nuovo professionista che avrà l’obiettivo di guardare più da vicino i singoli risparmiatori. Il nuovo sales, il cui nome è ancora top secret, si aggiunge al gruppo di circa quindici esperti che dalla sede ufficiale di Roma coordinerà la filiale lombarda. Ad anticipare a Funds People i piani futuri della società di gestione, che fa capo alla capogruppo francese, è lo stesso direttore generale Alberico Potenza. Al momento la SGR in Italia ha patrimoni in gestione per 8,5 miliardi di euro, masse che derivano in toto dai propri clienti istituzionali tra cui fondi pensione chiusi, casse di previdenza, fondazioni bancarie e compagnie di assicurazione. “È un buon momento per guardare più da vicino le reti. Abbiamo una gamma di prodotti interessanti, che potrebbero essere apprezzati anche dal cliente retail. Ci sono diverse caratteristiche che ci fanno ben sperare. E siamo pronti ad entrare anche in questo ramo del mercato”, aggiunge Potenza.

D'altronde la gamma dei fondi di Groupama AM potrebbe ben sposarsi con il singolo investitiore. “Abbiamo una expertise molto forte sui fondi bilanciati e flessibili ma anche sui prodotti obbligazionari absolute return o sui fondi monetari, molto conosciuti dai nostri investitiori istituzionali”. Ma non solo. Un fondo su cui puntare, anche in vista del nuovo ingresso nel mondo del retail, secondo il manager, è senz’altro il Groupama Avenir Euro, un prodotto che investe sulle imprese europee, con un portafoglio concentrato, che rientra tra i Blockbuster di Funds People. Il fondo ha un track record importante, con rendimenti dell11% da inizio anno e di oltre il 10% a cinque anni. “È un fondo di puro stock picking, con una costante gestione attiva”, dice Potenza, che poi amplia il discorso sull'attuale diatriba tra gestione attiva e passiva.

“Il mercato di di ETF sta crescendo tanto e credo che tutto questo abbia un senso, visto che la maggior parte dei fondi a gestione attiva fa peggio dell’indice di riferimento. La vera gestione attiva esiste quando c’è una decorrelazione tra il portafoglio e l’indice di riferimento. Il problema è che spesso, per poter accontentare le reti, si sono creati sempre più prodotti vicini al benckmark, più facili da collocare sul mercato. Oggi restano pochi gestori attivi davvero bravi”, commenta il manager.

Dai PIR ai fondi di direct lending

Per Alberico Potenza il boom dei PIR è un buon volano per l’economia reale. Ma precisa che la società è già andata oltre, con un fondo riservato alla loro clientela istituzionale. Si tratta del Supply Chain Fund, il primo fondo di direct lending che investe in crediti commerciali, in grado di trasformare questi ultimi in una nuova asset class per gli investitori, che ammonterebbe a circa 570 miliardi. “In questo modo stiamo già finanziando le aziende italiane. Il nostro prodotto chiuso sull’economia reale ha molto senso quando ci sono capitali di investitiori istituzionale che hanno un rapporto di rischio/rendimento più appropriato sull’utilizzo dei fondi”. L’idea è quella insomma di fare disintermediazione bancaria, proprio quando le banche fanno fatica a concedere un credito. “Stanno nascendo sempre più canali alternativi per creare liquidità ed aiutare le imprese che stanno soffrendo. Noi siamo ottimisti, per questo abbiamo investito 50 milioni di euro fin dall’inizio, raccolti tra gli investitori istituzionali”.

Da poco il fondo  ha visto l’ingresso in via indiretta di Alifond, uno dei principali fondi pensione italiani, quale primo investitore istituzionale italiano non captive. L’investimento, che prevede un importo iniziale di 5 milioni di euro e possibili tranche di investimento successive, sarà effettuato all’interno di un mandato di gestione preesistente (total return) tra Groupama e Alifond, mantenendo in tal modo un profilo di rischio/rendimento allineato a quello di un fondo pensione. “Il trend è già partito: capiamo quanto le piccole e medie imprese soffrano la liquidità, ma ci sono buone capacità per fra crescere l’Italia. Gli investitiori isituzionali si stanno già attivando per investire sull’economia reale. E anche le SGR si muovono in maniera abbastanza velolce”, conclude Potenza.

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