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Più tasse sulle rendite finanziarie


La data dovrebbe essere quella del 1° maggio quando, per gli italiani, scatterà l’aumento della tassazione sugli interessi da rendite finanziarie. Ma andiamo nel dettaglio. Se sui titoli di Stato come Bot, Btp, Cct e i buoni fruttiferi si continuerà a pagare il 12,5%, su azioni, bond societari, Etf, fondi comuni, pronti cono termine, polizze e depositi di liquidità vincolati si passerà a pagare dal 20% al 26% su rendimenti e capital gain.

Va detto, però, che se è vero che sono esclusi i Titoli di Stato, è bene specificare che la tassazione resta al 12,5% solo se mantenuti fino alla scadenza: se venduti prima con realizzo di capital gain, anche in questo caso la tassazione sale al 26%. Il maggior carico fiscale va di pari passo con il taglio della tassazione sul lavoro (abbassamento dell’Irap del 10% dal 1° maggio, ha fatto sapere il presidente del consiglio Matteo Renzi in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri).

Le nuove percentuali sono in piena media europea anche se, in realtà, aggiungendo la minipatrimoniale (che dal 2013 al 2014 è passata dallo 0,15% allo 0,2%, ndr) si finisce per superarla. Quanto ai fondi pensione, resta l’aliquota agevolata che è definita intorno all’11%. Ora non c’è che da aspettare l’elenco esatto degli strumenti coinvolti nell’inasprimento fiscale.

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