Pioneer Investments: si avvicina un punto di svolta per i tassi di interesse ma il mercato non è pronto ad affrontarlo


"Pensiamo di essere vicini a un punto di svolta dei tassi di interesse negli Stati Uniti". Con queste parole Cosimo Marasciulo, responsabile portafogli obbligazionari governativi europei di Pioneer Investments, comincia a dare alcune indicazioni su come si sta preparando ad un periodo che rappresenta un punto di svolta nella politica monetaria negli Stati Uniti.

Innanzitutto, in Pioneer Investments hanno aumentato le loro posizioni corte di duration rispetto all’indice di riferimento fino a -1.5 anni, concentrando il “corto” sulle scadenze brevi e medie della curva americana. "Il QE si concluderà a ottobre, quindi nel primo trimestre del 2015 è possibile ci sia il primo rialzo dei tassi, ma il mercato a nostro avviso è molto compiacente con una volatilità che rimane su livelli molto bassi", spiega Marasciulo. 

In occasione di una conferenza, tenutasi a Madrid nella settimana compresa tra l'annuncio a sorpresa della Bank of England e la riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) della Federal Reserve, l’esperto di Pioneer ha anche analizzato le manovre delle due banche centrali. Secondo Marasciulo, entrambe, in particolare la BoE, inizieranno a preparare il mercato per far fronte ad un cambiamento della politica dei tassi di interesse.

Il gestore giustifica la sua opinione sostenendo che ci sia un senso di compiacenza dei mercati nei confronti di un possibile aumento dei tassi di interesse. Il gestore si aspetta un movimento di rialzo e di appiattimento della curva dei tassi. La sua previsione è che l'aumento tassi comincerà a partire dalle scadenze a 2 e 5 anni, parte della curva su cui ha concentrato la sua posizione corta.

Cosimo Marasciulo sostiene inoltre che le stesse stime della Federal Reserve sui FED Funds mostrano grande incertezza: "Le aspettative di tassi (tra lo 0,25 % e il 3% per il 2015 e lo 0,75% e il 4,5% per il 2016) sono molto ampie e indicano una grande incertezza sullo scenario di crescita ed inflazione. Inoltre il mercato sta scontando un aumento dei tassi inferiore allo scenario centrale della Fed. Anche questo è anomalo, perché di solito nei punti di svolta il mercato tende a prezzare un maggior premio per il rischio con stime di tassi futuri superiori", dice. Inoltre utilizzando il modello standard della regola di Taylor, i tassi dovrebbero essere intorno al 3,75% contro il 2,5% previsto dalla Fed. Data questa differenza, Marasciulo prevede "un aumento della volatilità e dei tassi più alti quando le aspettative convergeranno alla luce di migliori dati di crescita ed di inflazione".

L'esperto sottolinea l'evidente miglioramento dell'economia statunitense. Ad esempio, afferma che il bilancio pubblico americano è in significativo miglioramento e costituisce un fattore positivo per la crescita negli Stati Uniti nei prossimi trimestri. Trova che sia positiva anche la ripresa dei prestiti che si sta percependo nel Paese dall'inizio di quest'anno: "L'enorme quantità di denaro immessa dalla Fed nel sistema si trasmette dalle banche alle imprese", dice l'esperto. Questo lo porta a prevedere un futuro aumento delle assunzioni e dell'investimento sul capitale, che ritiene assente nella zona euro.

Il calo della disoccupazione negli Stati Uniti, insieme alla crescita dei salari, potrebbe far crescere le retribuzioni orarie tra il 2,5% e del 3,5%, e ciò porta Marasciulo a concludere che "l'inflazione sarà guidata dai costi unitari del lavoro, qualcosa di rilevante se consideriamo la situazione da cui veniamo". Tenendo conto, inoltre, che maggio è stato il terzo mese consecutivo in cui l’IPC (l’indice dei prezzi al consumo) statunitense è cresciuto, il responsabile portafogli obbligazionari governativi europei conclude che gli USA si stanno avvicinando gradualmente verso il loro obiettivo di inflazione. Il 2014 potrebbe terminare al di sopra del 2% e, di conseguenza, ha deciso di "prendere posizioni aggressive lunghe" in obbligazioni americane quinquennali indicizzate all'inflazione. All'interno delle strategie alpha che adottano i suoi portafogli fixed income, sono state anche assunte posizioni lunghe sull’inflazione nella zona Euro, Giappone e Regno Unito.

La strategia di Pioneer Investments in Europa
La prima decisione presa da Marasciulo in Europa è quella di adottare una posizione più cauta sul debito periferico, con l'aspettativa che la BCE non intraprenda un programma di quantitative easing analogo a quello degli Stati Uniti o il Regno Unito. La BCE ha infatti deciso di intraprendere azioni finalizzate ad aumentare la concessione di credito delle banche alle imprese. Questo, al margine, è negativo per il debito periferico.

L'esperto mette in guardia anche dal rischio di deflazione e delle implicazioni sulla finanza pubblica. “Gli economisti non sono stati in grado di prevedere il significativo calo dell'inflazione negli ultimi anni, un aspetto fondamentale per evitare che si ripeta in Europa  il caso del Giappone. Il debito pubblico è ancora significativamente alto nei paesi sviluppati e continua a crescere, mentre il PIL nominale, no", avverte. Marasciulo sottolinea che l'elevato debito pubblico rispetto al PIL "non è un problema a 3 o 6 mesi,  per il deleveraging del settore pubblico ci vorranno periodi lunghi".

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