Perché investire nel fondo più recente con il miglior rendimento è un errore


Se il nostro obiettivo come investitori è quello di ottimizzare il rendimento, sembra logico investire in quei fondi che hanno ottenuto ritorni superiori nel recente passato. Pare sia questo il ragionamento di base che seguono molti investitori, sia retail che istituzionali. Eppure si sbagliano. Per dimostrarlo, Vanguard ha messo a confronto due strategie di investimento nel mercato azionario statunitense: da un lato, una strategia che ha investito negli ultimi fondi più redditizzi del periodo 2004-2013 e, dall’altro, una strategia buy-and-hold durante lo stesso periodo. L’analisi dimostra che quest’ultima è nettamente superiore tra i nove stili di investimento stabiliti da Morningstar nel mercato azionario:

Captura_de_pantalla_2016-04-27_a_las_11

E questo senza aver tenuto conto dei costi fiscali e di transazione. “Se li avessimo considerati, è probabile che i risultati delle strategie che ricercano attivamente il rendimento sarebbero stati ancora più negativi rispetto alle strategie buy-and-hold”, il che, secondo gli autori dello studio, sottolinea l’importanza di “selezionare fondi a partire da una combinazione di fattori qualitativi e quantitativi, mantenendo un approccio disciplinato e a lungo termine” ed evitando la tentazione di cercare ritorni più alti – o, peggio ancora, di uscire dal mercato – nei periodi più complicati.

Come ricorda il classico avviso nei documenti sui fondi di investimento, le performance passate non garantiscono né sono indicative per i risultati futuri. “In teoria, una strategia basata sulla ricerca del rendimento recente avrà successo se il rendimento passato serve da indicatore del profitto futuro”, cioè, “se il rendimento maggiore è persistente (ossia, si ripete in modo constante) anno dopo anno”, spiegano gli analisti di Vanguard. “Gli investitori che cercano i rendimenti più elevati stanno accettando, in modo più o meno esplicito, la forte persistenza delle performance nel tempo”.

Tuttavia, sono molti gli studi che dimostrano la difficoltà per un prodotto di resistere nel primo quartile di rendimento a lungo termine: “Dei 678 fondi azionari statunitensi presenti nel primo quartile a settembre del 2013, solo un 4,28% manteneva la stessa posizione a settembre del 2015”, secondo quanto emerge da un recente rapporto di S&P Dow Jones Indices. Se il periodo di analisi viene esteso a cinque anni, si nota che “nessuno dei fondi che investono in società di grande o media capitalizzazione è riuscito a conservare la sua posizione nel primo quartile” .

Un altro rapporto, questa volta di Morningstar, conclude che “in generale, sembra che la consistenza dei rendimenti a breve termine – tra i fondi statunitensi azionari – risponda più a differenze del momentum che alle diverse capacità del gestore”.

Consistenti Funds People

Funds People si è soffermata su quei fondi che dimostrano consistenza nei rendimenti, assegnando loro il marchio Consistenti Funds People. Grazie a un modello sviluppato internamente, sono stati identificati 466 prodotti registrati sul mercato italino a cui è stato conferito questo titolo e che sono disponibili nella sezione Prodotti del nostro sito.

 

Società

Altre notizie correlate


Prossimi eventi