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Per i prossimi mesi ci vogliono strategie flessibili per trovare l’alpha


Nelle fasi di mercato come quella attuale, caratterizzata da rendimenti attesi piuttosto bassi in tutte le asset class, tipicamente cresce la ricerca di alpha a breve termine, nel tentativo di sfruttare eventuali inefficienze dei mercati e cavalcare i trend di breve periodo, oppure, in maniera più aggressiva, andando a leva su asset rischiosi. A spiegare la strategia del fondo Eurizon Azioni Strategia Flessibile (5 stelle Morningstar) “nessuna di queste possibilità viene perseguita, poiché non sono coerenti con la filosofia di investimento del prodotto”, spiega a FundPeople Corrado Gaudenzi, responsabile quantitative research di Eurizon Capital SGR.

Qual è dunque l’obiettivo del fondo?

Azioni Strategia Flessibile ha l’obiettivo di generare una significativa crescita reale (4/5 punti annui) su un orizzonte temporale di almeno sette anni. A questo scopo investe nei mercati azionari di Europa e Stati Uniti, basandosi su due leve di generazione di valore: un approccio flessibile “contrarian” guidato dalle valutazioni dei mercati azionari, che consente al prodotto di investire in azioni tra un minimo del 50% e un massimo del 100% (la parte restante è investita in strumenti di mercato monetario) e una strategia di selezione di società con dividendi elevati e sostenibili.

Qual è l’orizzonte temporale?

Coerentemente con questa impostazione, il prodotto punta a sfruttare le fonti di alpha che è possibile estrarre dai mercati in un orizzonte di medio e lungo periodo, non tenendo conto di previsioni sull’evoluzione a breve termine dei mercati azionari. L’unica previsione esplicita utilizzata dal prodotto per determinare l’esposizione azionaria riguarda la stima del rendimento atteso reale delle azioni nel corso dei successivi sette-dieci anni.

E la stima del rendimento atteso sulla parte equity?

Dall’analisi dei multipli valutativi aggiustati per il ciclo economico, attualmente molto elevati, emerge una stima del rendimento atteso delle azioni significativamente inferiore rispetto alla sua media storica, soprattutto per quanto riguarda le azioni Usa. Come conseguenza, oggi l’investimento azionario si colloca nella parte bassa del suo range di potenziale oscillazione (esattamente il contrario della filosofia speculativa che aumenta il rischio quando il rendimento atteso diminuisce) e con un peso maggiore sulle azioni europee rispetto a quelle Usa.

Ci può dire quindi l’esposizione settoriale del comparto?

In termini di esposizione settoriale, la selezione di società che distribuiscono dividendi elevati e sostenibili attualmente comporta un’esposizione più marcata verso le società del settore industriale, dei beni durevoli e della tecnologia. Al contrario, risultano poco rappresentati i settori dell’energia, delle utility e delle telecomunicazioni, poiché molte società di questi settori, seppure attualmente distribuiscano dividendi elevati, non evidenziano la necessaria capacità di generare sufficienti flussi di cassa, un driver molto importante per determinare la sostenibilità futura dei dividendi.

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