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Pensioni: L’Italia in calo ma ancora nella top 30


L’Italia fa peggio dello scorso anno e si classifica al 29esimo posto, perdendo sei punti. Lo dice il Global Retirement Index 2015, un indice basato sull’analisi di 150 Paesi a livello globale sulla sicurezza finanziaria post-pensionamento e sulla effettiva possibilità di risparmiatori e investitori di raggiungere le proprie necessità e aspettative dopo l’età pensionabile. I risultati della ricerca, condotta da Natixis Global Asset Management, evidenziano come la sicurezza finanziaria sia incerta per la maggior parte dei pensionati alla luce della domanda insostenibile di risorse pubbliche e dei fattori macroeconomici che hanno influito sul valore dei risparmi dei pensionati. La conseguenza è che i risparmiatori dovranno fare di più per finanziare la propria pensione. 

“I risparmiatori sono soggetti agli eventi politici ed economici, oggi più che mai” afferma Antonio Bottillo, country head per l’Italia di Natixis Global AM. “Se la capacità dei governi di provvedere al benessere dei propri pensionati è limitata o compromessa, la responsabilità cadrà inevitabilmente altrove. Lavoratori, risparmiatori e investitori sono chiamati così ad assumersi un maggiore impegno individuale. Tale approccio può così aiutare a costruire portafogli più durevoli e a raggiungere la sicurezza finanziaria dei risparmiatori”.

Secondo il recente studio 2014 Global Survey of Financial Advisors di Natixis Global Asset Management, gli investitori italiani sembrano già consapevoli delle sfide legate all’età pensionabile. La domanda maggiore che i clienti italiani pongono ai loro consulenti e promotori finanziari è, infatti, legata alla pianificazione finanziaria dopo il pensionamento (47%) e all’accesso a prodotti che possano offrire un reddito stabile (78%). In base ai 20 indicatori chiave utilizzati per la ricerca, come la qualità di vita o l’assistenza sanitaria, l’Italia è in linea con l’andamento di altre nazioni del Sud Europa, con alti punteggi in questi settori, ma in difficoltà per la sicurezza finanziaria dopo il pensionamento. Si osservano gli stessi trend: governi alle prese con alti livelli di debito e continue pressioni finanziarie. Come tutte le economie sviluppate, infatti, questi Paesi stanno affrontando diverse sfide. Molti dei loro cittadini stanno raggiungendo l’età pensionabile e un’alta percentuale di essi vive molto a lungo dopo il pensionamento. Al contempo, ci sono sempre meno persone in età lavorativa per sostenere la struttura di welfare. Molti Paesi hanno già imposto alte tassazioni e i loro governi sostengono pesanti carichi di debito. Il loro welfare a lungo termine potrebbe dunque essere a rischio

La classifica: Europa in testa

Gli Stati europei continuano a offrire la maggiore sicurezza finanziaria dopo il pensionamento, occupando 8 delle prime 10 posizioni, con Svizzera e Norvegia che guidano la classifica per il secondo anno consecutivo. L’Australia (3° posizione) e la Nuova Zelanda (10° posizione) sono gli unici Paesi non europei nella top 10. I Paesi del Nord Europa superano nella classifica quelli del Sud Europa, che sono stati costretti a tagliare più duramente i propri programmi di welfare e sociali negli ultimi anni. Gli Stati Uniti mantengono la loro 19° posizione rispetto allo scorso anno. Al contrario, Il Regno Unito esce dalla top 20, mentre la Spagna scende di 26 posizioni raggiungendo il 55° posto. La Grecia perde 37 posizioni e si ferma al 76° posto, dietro a Vietnam, Colombia e Ucraina. I miglioramenti maggiori nella classifica di quest’anno sono quelli di Giappone, Qatar e Kuwait, che salgono di oltre 10 posizioni: il Giappone va dal 27° al 17° posto grazie ai miglioramenti nel sistema sanitario, il Qatar va dalla 31° alla 21° posizione, mentre il Kuwait si muove dal 40° al 26° posto, entrambi per l’aumento del reddito pro capite e per il basso tasso di disoccupazione. I Paesi dove la sicurezza finanziaria è più a rischio sono per lo più nazioni dell’Africa subsahariana, del Medio Oriente e del Sud-Est asiatico.

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