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Pensioni, Italia fanalino di coda per sostenibilità


L’Italia si posiziona al 29o posto (su 43) del Global Retirement Index 2017 di Natixis Global Asset Management. L'indice rappresenta uno strumento grazie al quale è possibile comparare le best practice delle politiche pubbliche di 43 Paesi. Lanciato nel 2013, assegna un punteggio generale ai Paesi nelle aree di sostenibilità del sistema pensionistico, basato su quattro fattori che hanno un impatto sulla vita dei pensionati. La sostenibilità finanziaria del sistema è il fattore più importante, ma l'indice considera anche il benessere materiale, la salute e la qualità della vita dei pensionati al fine di delineare un quadro esaustivo del contesto pensionistico.

Quest’anno a guidare la classifica troviamo Norvegia, Svizzera e Islanda, che risultano essere i Paesi più interessanti dal punto di vista pensionistico aggiudicandosi i primi tre posti grazie all’ottimo punteggio ottenuto in tutte le categorie. Se su base regionale l’Europa occidentale domina la top ten della classifica, a livello globale il Nord America - Stati Uniti e Canada - batte l’Europa, penalizzata sul fronte finanziario da Paesi come Italia, Spagna e Portogallo che si trovano ancora a dover affrontare situazioni di crisi, anche se in miglioramento.

Italia: ancora molta strada da fare

In questa quinta edizione del Global Retirement Index, l’Italia si classifica al 29o posto, perdendo una posizione rispetto al 2016.Tuttavia il punteggio generale è migliorato rispetto allo scorso anno grazie alla crescita dei sottoindici relativi al benessere materiale e alla qualità della vita. L'Italia ha ottenuto il suo miglior punteggio nell'ambito Qualità della Vita, registrando ottimi risultati in tutti i quattro criteri presi in considerazione per questo indicatore, come quello dei fattori ambientali e quello di uno stile di vita sereno. L’Italia migliora anche in termini di Benessere materiale. Il punteggio più alto all'interno di questo sottoindice è stato ottenuto dagli indicatori relativi all'uguaglianza dei redditi e al reddito pro-capite. Tuttavia, a livello generale, l'Italia si piazza al quintultimo posto in termini di livelli di occupazione. Punteggio confermato dai dati recentemente pubblicati dall’Istat (aggiornati a maggio 2017). In leggero miglioramento il sottoindice relativo alla Salute dove l’Italia mostra un punteggio in termini di aspettativa di vita molto buono, aggiudicandosi per questo indicatore il quarto posto su tutta la classifica.

La perdita della posizione nel ranking dal 28° al 29° posto pur in presenza di un aumento del punteggio generale è attribuibile al sottoindice delle Finanze, dove l'Italia ha registrato lo stesso risultato dello scorso anno (38° posto). Le principali sfide restano l'aumento dell'età pensionabile, la mancata riduzione dei NPL sul settore bancario italiano, un maggiore indebitamento e il conseguente aumento della pressione fiscale.

"L'indice mostra una progressione dell'Italia a due velocità: da un lato, le sfide economiche e finanziarie pesano sulle spalle del Paese, dall'altro il miglioramento degli indicatori relativi al benessere materiale, alla qualità della vita e al reddito pro capite che offrono agli investitori maggiori opportunità di risparmio", dice Antonio Bottillo, managing director di Natixis Global AM Italia. "Dobbiamo sin da ora incoraggiare gli investitori a risparmiare per la loro pensione e l'industria del risparmio gestito deve fornire soluzioni più efficaci, aiutando gli investitori a definire obiettivi di lungo periodo che devono essere mantenuti. Questa è la chiave di sviluppo verso una maggiore sicurezza finanziaria nell'età pensionistica".

ESG come parte del piano previdenziale

Sulla base dell’ultima ricerca ESG condotta dalla società di gestione, i tre quarti degli investitori a livello globale hanno affermato quanto sia importante che gli investimenti riflettano i propri valori personali. I risultati mostrano che la maggioranza degli investitori sottolinei l’importanza di investire in aziende che pubblichino i dati relativi al loro impatto ambientale (70%), che siano considerate socialmente resposabili (71%) e che sostengano investimenti volti a finanziare lo sviluppo della ricerca medica e l’educazione (71%). Inoltre, il 78% degli individui sottolinea l’importanza di investire in società gestite in modo etico.

“Riteniamo che i temi ESG offrano interessanti opportunità sia dal punto di vista degli investimenti che in termini di responsabilità sociale. La presenza di un maggior numero di piani previdenziali che integrano criteri ESG potrebbe stimolare gli investitori a risparmiare di più, accrescere la sostenibilità finanziaria del sistema e portando così a una sicurezza previdenziale più elevata - spiega Antonio Bottillo -. Questo è particolarmente vero per i giovani investitori: la nostra ricerca mostra come il 71% dei millenials afferma che il sapere che i loro investimenti vengono utilizzati per qualcosa di socialmente utile potrebbe incentivarli a risparmiare di più. A fianco di pensionati e lavoratori, i politici così come l’industria del risparmio rivestono un ruolo fondamentale nell’assicurare ai giovani una motivazione a risparmiare per la propria pensione - conclude Bottillo”.

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