Oro e esposizione valutaria per difendersi dall’incertezza


Fino a qualche tempo fa l’attenzione degli investitori era focalizzata sulle elezioni presidenziali statunitensi di novembre e politiche europee del prossimo anno ma ultimamente ha trovato maggior visibilità il dibattito referendario italiano. “Un consenso del governo italiano distante dai livelli raggiunti al momento del suo insediamento unitamente alla personalizzazione dell’esito del quesito referendario e all’elevato numero di indecisi rendono molto incerto il risultato finale della consultazione stessa”, commenta Francesco Citta, ufficio studi di Copernico SIM.

Continua: “un eventuale esito negativo del referendum sicuramente genererà un periodo di elevata volatilità ma molto probabilmente non si ricreeranno le condizioni di tensione del 2011 (aumento dei rendimenti dei titoli di stato italiani e difficoltà a collocarli sul mercato) grazie soprattutto alla maggior presenza sul mercato della Banca centrale europea. Discorso diverso per il listino azionario su cui si potrebbero concentrare le vendite (soprattutto sul settore bancario) conseguenti a un indebolimento del governo dagli esiti quanto mai incerti”. Mentre “una vittoria dei sì rafforzerebbe il governo e interromperebbe l’impasse dell’attuale dibattito politico; ne scaturirebbe una percezione di maggior stabilità e quindi a beneficiare potrebbero essere soprattutto il listino azionario e il settore bancario tricolore. I titoli di stato italiani (soprattutto quelli decennali) potrebbero avvantaggiarsi riducendo lo spread nei confronti degli omologhi tedeschi ma i margini di apprezzamento non sono elevati”.

In questo contesto oggi più che mai risulta interessante perseguire un’ampia diversificazione internazionale, sottolinea l’esperto. L’intera Europa sta scontando infatti molte incertezze che potrebbero generare forte volatilità e quindi investire la componente azionaria e obbligazionaria in modo più ampio possibile potrebbe ridurre tali fenomeni. “Interessante risulta anche l’esposizione verso l’oro (in qualità di bene rifugio) e nella gestione attiva dell’esposizione valutaria (vista la complessità di queste strategie risulta utile ricorre a gestori specializzati)”.

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