Opportunità di investimento nei mercati emergenti


L’ottimismo degli investitori verso i mercati emergenti è favorito dal miglioramento delle prospettive dell’economia globale, dalla stabilizzazione dei prezzi delle commodity e delle valute. Nel 2016, dopo diversi anni di risultati deludenti, abbiamo osservato un miglioramento degli utili societari nei mercati emergenti, favorito dalla ripresa dei prezzi delle materie prime e dalla maggiore disciplina nella gestione dei costi da parte di alcune aziende. Nonostante il rally azionario del 2016, le valutazioni dei mercati emergenti presentano ancora uno sconto interessante rispetto a quelle dei Paesi sviluppati, in particolare in termini di rapporto prezzo/valore contabile. Nonostante le prospettive per il 2017 siano positive, bisognerà monitorare l’impatto delle politiche di Trump in quanto le idee protezioniste del neo presidente statunitense potrebbero impattare negativamente sulle esportazioni di numerosi Paesi emergenti.

Paul McNamara, Direttore Investimenti, strategie di debito dei mercati emergenti di GAM, ha analizzato le principali opportunità di investimento nei mercati emergenti a livello globale. Secondo il gestore, la maggioranza dei fondamentali economici dei Paesi emergenti appare ai livelli più solidi degli ultimi cinque anni. Nel 2013, molte economie emergenti stavano fronteggiando deficit esterni e, nonostante la caduta del prezzo delle commodity, oggi stiamo riscontrando lievi surplus (ad eccezione della Cina). L’asset manager spiega che ¨la crescita di quest'area è vista in salita a fronte del rallentamento di quella dei mercati sviluppati, portando così ad un ampliamento del differenziale di crescita¨. Le valutazioni degli emergenti sono molto legate al differenziale di crescita con i Paesi sviluppati e, nel caso in cui la crescita degli emergenti dovesse aumentare, è probabile attendersi una sovraperformance degli asset emergenti, soprattutto il debito denominato in valuta locale e i mercati azionari.

Paul McNamara individua 2 fattori di sfida per i mercati emergenti:

  • La curva dei rendimenti statunitensi più alta e più ripida può rappresentare un elemento di destabilizzazione e incrementare il premio al rischio.
  • Il potenziale cambiamento nelle politiche commerciali potrebbe essere un elemento molto negativo per i Paesi emergenti, principali beneficiari della globalizzazione. 

Il rischio generico in Europa è forse ingigantito, ma il possibile dissolvimento dell’Eurozona cambierebbe completamente le carte in tavola. Ma qualora questo scenario catastrofico non si dovesse concretizzare, secondo il gestore, il contesto degli emergenti potrebbe registrare eccellenti performance nel corso dell’anno. Il Trump effect nel corso del 2017 è la vera grande incognita: se dovesse concretizzarsi lo scenario peggiore, la performance degli asset emergenti potrebbe crollare del 20%, in caso contrario potremmo assistere ad un rialzo del 25%.

L’asset manager spiega che ¨il nostro scenario base tiene conto dell’intento di Trump di mettere in pratica la maggior parte dei propri obiettivi. A questo proposito, sottopesiamo lievemente il Messico in quanto è il Paese più esposto al rischio Trump¨. Nonostante ciò, GAM continua a concentrarsi sui solidi fondamentali dei Mercati Emergenti: la crescita è già in aumento e la bilancia dei pagamenti appare solida.

Professionisti

Altre notizie correlate


Anterior 1 3

Sempre più BRICS

L’attrazione degli investitori verso i BRICS è sempre più notevole. La spinta dei flussi mensili di tali Paesi, infatti, aumenta sempre più, portando i prezzi delle azioni emergenti a livelli quasi bilaterali.

Anterior 1 3

Prossimi eventi