Occhi puntati su yen e franco svizzero


Si sta assistendo a forti discese sui listini giapponesi. L’ufficializzazione dell’entrata in recessione tecnica per il Paese del Sol Levante, infatti, con un - 0.4% su base trimestrale e un -1.6% annuo, ha provocato vendite di rischio e acquisti corrispondenti di yen. “Yen che rimane, a nostro parere, destinato a una strada di svalutazione di medio periodo, non tanto a causa del rallentamento economico in atto ma quanto a causa della politica monetaria divenuta più accomodante di quanto già non fosse dopo la fine del quantitative easing americano”, commenta Matteo Paganini, Chief Analyst DailyFX della società FXCM.  

Ma cosa sta succedendo in Giappone? Secondo Giuseppe Benigno, portfolio manager del comparto obbligazionario di Aletti Gestielle SGR, “la BoJ ha probabilmente in atto una strategia diversa rispetto alle altre banche centrali. L’ha cambiata un anno fa e, durante l’ultima riunione, ha aumentato ancora il ritmo di acquisto dei titoli di stato, dei titoli legati all’immobiliare, degli ETF e, più in generale, il ritmo di creazione di base monetaria. Tutto questo anche perché sta giocando d’anticipo. Il suo obiettivo, infatti, è la crescita dell’inflazione al 2% mentre le aspettative di medio periodo stanno diminuendo, anche a causa della revisione del PIL al ribasso. Questo del PIL è un dato molto importante perché, anche in base a quello, decideranno se aumentare l’IVA o meno. Il prossimo dato di Pil, in altre parole, sarà decisivo”. Gli organi di politica monetaria stanno aiutando il governo per fare questo passo.

Continua Fabrizio Gastaldi, portfolio manager del comparto azionario di Aletti Gestielle SGR: “il secondo quarto della loro reporting season è stata la migliore tra i mercati sviluppati. Il dato sui ricavi è stato di oltre il 4% rispetto alle attese e gli utili hanno battuto il consensus del 18%. Inoltre le società giapponesi si stanno muovendo con migliori dividendi nei confronti degli investitori internazionali”. Infine, c’è la possibilità di elezioni anticipate. “La trattiamo come una speculazione e vediamo se, sulla scia della volatilità, c’è la possibilità di acquistare. Molto probabilmente le elezioni rafforzeranno Abe perché non c’è una valida alternativa a lui e quindi potrebbe procedere alle riforme che sta attuando più agilmente. In più, se vediamo l’andamento degli utili, questo ci conforta sulla possibilità di acquistare. Quando la volatilità aumenterà molto, questo potrebbe portarci ad avere effetti positivi sugli acquisti che vogliamo fare”, conclude il money manager.

Sul fronte delle valute, infine, occhi puntati anche sul franco svizzero “che si trova pericolosamente vicino al floor di 1.2000 deciso dalla Snb, con notizie che arrivano dai desk londinesi di bid pari a circa un miliardo di euro intorno a 1.200 che potrebbero rappresentare i primi interventi seri della Snb a difesa del peg. Non escludiamo, come ripetiamo da mesi, che il livello possa saltare”, conclude Paganini.

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