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Obiettivo certificazione


Commento a cura di Mario Ambrosi, presidente, Efpa Italia

Alla luce delle recenti normative da parte di ESMA, che obbligano ad alzare la preparazione professionale e la raccomandazione di certificarla, EFPA Europe - già lo scorso anno, attraverso una chiara indicazione manifestata dal board - ha dato mandato al comitato scientifico europeo SQC (Standards and Qualifications Committee) di declinare i livelli di certificazione europea coerenti con la nuova normativa. Il professor Emanuele Carluccio, presidente SQC europeo, ha svolto con i colleghi un ottimo lavoro. Come risultato, hanno visto la luce - dopo l’approvazione del board - due nuovi livelli: EIA (European Investment Assistant) ed EIP (European Investment Practitioner). Rimangono comunque pienamente operativi e di interesse strategico per EFPA i due livelli superiori, l’European Financial Advisor (EFA) e l’European Financial Planner (EFP).

Non dimentichiamoci che l’obiettivo della MiFID2 è quello di tutelare maggiormente gli investitori. Per i consulenti è questa un’importante occasione per riconquistare e consolidare la fiducia dei clienti, seppure - è opportuno dirlo - la categoria gode da tempo della fiducia della propria clientela. I grandi scandali finanziari come è il caso di: bond argentini, Cirio, Lehman Brothers, Parmalat fino alle recenti quattro banche italiane in default, non hanno praticamente mai visto coinvolti i consulenti finanziari né i clienti da loro assistiti. Pertanto, ritengo che il termine più appropriato da usare non sia riconquistare bensì rafforzare o rinnovare la fiducia. È, quindi, una grande opportunità professionale per rendere ancora più completo il rapporto e la relazione con il risparmiatore-investitore e con l’obiettivo di assisterlo nel lungo termine.

L’introduzione dei due nuovi livelli nasce dalla volontà della Fondazione di avere in catalogo altrettanti percorsi di formazione e certificazioni che siano ESMA “compliant” in grado, quindi, di assolvere alle richieste della futura normativa. Li identifichiamo come una sorta di 'vivaio di education'. I colleghi del mondo bancario ed i consulenti finanziari possono pertanto avvicinarsi al mondo EFPA gradualmente, accedendo allo studio ed all’ottenimento delle prime due qualifiche per poi essere pronti e confidenti nel passare sia al livello successivo della certificazione EFA o anche al livello massimo della qualifica di financial planner. Potremmo identificare i livelli del mondo EFPA come un percorso di crescita professionale che porta ad ottenere prima la laurea breve, poi la laurea specialistica fino al conseguimento del master, che può essere assimilato all’iter per diventare un professionista certificato EFP. Sia a livello nazionale che europeo la certificazione EFA rimane la più richiesta e la più diffusa, rappresentando il core del mondo EFPA in tutta Europa.

L’iter consigliato ai consulenti finanziari è conseguente al ruolo professionale ed al tempo che si vuol dedicare a sviluppare e consolidare la componente education. L’idea è di comprendere quanto la certificazione sia importante, sia a livello sostanziale che formale e quanto sia fondamentale aggiornarsi quotidianamente per rispondere da un lato alle richieste EFPA di mantenimento delle qualifiche minime e, dall’altro, per valorizzare la certificazione in tutte le sue componenti, dando risalto al brand personale ed ottimizzando i tanti sforzi profusi per il raggiungimento dell’attestazione. Ottenere la certificazione EFPA significa essere allineati agli standard professionali europei e, dunque, possedere un’eccellente preparazione riconosciuta a livello internazionale. L’elemento fondamentale è percepire quanto oggi il mercato abbia bisogno di un professionista preparato, certificato e aggiornato, che dia alla componente formazione la dovuta importanza per poter offrire un servizio di consulenza di alto livello.

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