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Obiettivo Cedola: il DNA di Generali Investments passa anche da qui


Sono tra i prodotti più venduti sul mercato, accanto ai fondi flessibili. E questo nonostante fino a qualche anno fa di loro si sapesse poco o niente. I fondi a scadenza predefinita sono una delle tipologie più comprate dai risparmiatori italiani, tanto da rappresentare in alcuni casi la principale fonte di crescita degli attivi delle società di gestione, come emerge dando un'occhiata ai flussi di investimento. Una delle ragioni principali che spinge il risparmiatore a sottoscrivere questi prodotti è essenzialmente la ricerca di quel rendimento che non trova più nelle forme tradizionali di investimento diretto: i titoli di Stato hanno un rendimento negativo, i conti di deposito offrono remunerazioni risicate e anche l’investimento nel mattone non è più conveniente, tra quotazioni in calo e un carico fiscale più elevato. Insomma, motivazioni che hanno spinto le famiglie italiane a guardare più in generale ai fondi comuni. E, all'interno del settore, ai fondi a cedola. "È un trend che continuerà, perché sono venuti a mancare i rendimenti adeguati offerti in passato dai flussi cedolari dei titoli di Stato, elemento di grande importanza per l’investitore retail", dice Paolo Casadonte, Head of Sales per l’Italia di Generali Investments, a margine del Salone del Risparmio.

D'altronde la società, che ha appena chiuso le sottoscrizioni del comparto Bridge 2021 con una buona raccolta, sta già pensando al lancio di un nuovo prodotto, tra giugno e settembre. "L'idea c'è già", spiega Casadonte, soffermandosi proprio sulla parola "idea": "le gestioni con un obiettivo di cedola sono nel DNA di un gestore di stampo assicurativo". "Le attuali condizioni di mercato non offrono la possibilità di avere rendimenti a rischio zero. Mancano i rendimenti garantiti sui titoli di Stato, ma resta la necessità di avere un prodotto obbligazionario che abbia la relativa certezza di un flusso annuale. E questo non vale solo per i clienti retail: gli stessi istituzionali sono alla ricerca di un qualcosa che offra maggiori garanzie e un flusso reddituale per far fronte agli impegni". Ed è qui che Generali Investments opera, cercando di creare un paniere di obbligazionari corporate, come nel caso del Bridge 2021, con un portafoglio investment grade al 50-60% e il resto in high yield, tendenzalmente in euro. Un paniere di circa 40/50 titoli con una scadenza di 5 anni ed una cedola che si aggira intorno al 2,20-2,40%.

"L'obiettivo è quello di creare dei buoni sostituti a tutta una parte di classi di investimento che oggi hanno perso buona parte del proprio appeal", afferma l'esperto, "Abbiamo una famiglia di fondi lussemburghesi che utilizziamo per fare fondi dedicati con un concetto abbastanza semplice. La nostra differenza risiede nel fatto di avere la flessibilità e di poter fare leva sulla nostra expertise di natura assicurativa, che rappresenta sicuramente un plus".

Dall’inizio del 2015 la famiglia dei fondi a cedola di Generali Investments si è evoluta in funzione delle esigenze della clientela e delle diverse configurazioni di mercato. E l'idea è quella di continuare a sperimentare il comparto ed ampliare la gamma. "Siamo al quinto prodotto, e tutti ci hanno dato dei buoni risultati", dice Casadonte, che non manca di mettere in luce come il vero cuore di questi prodotti abbia a che fare con la loro costruzione. "Il cuore del prodotto è acquistare obbligazioni che non subiscano poi un default. E questo è possibile attraverso una selezione attenta dei titoli adeguati. C'è tantissima area Euro, ci sono anche obbligazioni di società italiane, e giocano un ruolo importante anche i finanziari".

Insomma: se va bene cavalcare il trend, bisogna stare attenti al rischio, perché, come continua Paolo Casadonte, sotto la categoria spesso ci si può trovare un po' di tutto. "In questi anni abbiamo visto spesso dei prodotti con dentro equity, derivati o dei portafogli con profili molto più rischiosi per supportare livelli di cedola molto, troppo, spinti. I nostri prodotti sono meno aggressivi, ma trasparenti ed affidabili.”

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