Nuovo risparmio, qual è il valore della consulenza?


Nella filiera dell'industria del gestito il ruolo del consulente è stato e resterà centrale anche nei prossimi anni, così come il rapporto umano che sta alla base della relazione con il cliente. Ne è convinta Cinzia Tagliabue, amministratore delegato di Pioneer Investments, che definisce l'attività “sempre più cruciale per orientarsi davanti a un’offerta di fondi e prodotti gestiti che non è mai stata così ampia come in questo momento”. In altre parole, “l’evoluzione della figura del consulente ha seguito di pari passo quella del gestito, un’industria che in 30 anni di storia è stata in grado di adattarsi ai cambiamenti delle esigenze dei risparmiatori, all’evoluzione dei modelli distributivi e alle trasformazioni di cui sono stati oggetto i mercati finanziari”.

Qualche esempio? 

Penso all’introduzione dell’euro, la nascita della borse telematiche, la diffusione delle cosiddette piattaforme aperte e l'arrivo di molti competitors esteri, la partenza dei fondi immobiliari, la cancellazione del concetto di free-risk e l'introduzione delle varie normative, la Mifid in primis, che hanno sostanzialmente modificato lo scenario dell'industria del gestito in Europa e in Italia.

Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi anni? 

Di sicuro un contesto di mercato sempre più sfidante, caratterizzato da rendimenti più bassi e possibili picchi di volatilità. In questo scenario è probabile che ci sia una crescente richiesta di soluzioni innovative, diversificate e outcome-oriented, cioè prodotti disegnati per raggiungere un determinato risultato. Ad esempio, per alcuni clienti il focus è la generazione di reddito insieme alla crescita di capitale. Per altri la ricerca di rendimento con protezione del capitale tramite un pay-off asimmetrico.

Cosa diciamo quando parliamo di ‘nuovo risparmio’?

Il nuovo risparmio si caratterizzerà sempre di più per una domanda di soluzioni d’investimento a tutto tondo, costruite intorno ai bisogni dei risparmiatori. La sfida per le società di gestione sarà di proporre prodotti che abbiano un obiettivo di investimento per il portafoglio in linea con il profilo rischio/rendimento desiderato. 

Anche quest’anno siete presenti al Salone come main partner: quali riflessioni sul mercato presenterete? 

Quest’anno ci focalizzeremo sul tema della generazione di reddito o, come si dice oggi in gergo, di income. Se fino a qualche anno fa i risparmiatori ricercavano reddito attraverso strumenti a basso rischio, adesso il panorama degli investimenti è cambiato. I prodotti obbligazionari di alta qualità non sono più in grado di soddisfare questo bisogno e gli investitori hanno iniziato a ricercare nuove fonti di income. Per offrire una risposta innovativa a questo bisogno abbiamo lanciato una serie di fondi ‘Target Income’ che puntano a generare e distribuire un provento attraverso un approccio attivo, caratterizzato da un elevato controllo della volatilità. La nostra gamma si compone di due fondi azionari, specializzati rispettivamente nell’azionario globale ed europeo, e un fondo multi asset. Questi prodotti sono gestiti tutti con la stessa logica, lungo tre direttrici: generazione di un flusso di reddito periodico e regolare, crescita del capitale nel medio-lungo periodo, rigorosa gestione dei rischi e controllo della volatilità. 

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