Nuove strategie in arrivo sul mercato italiano


Nuovi prodotti sul mercato italiano. La scorsa settimana molte società internazionali hanno lanciato delle nuove strategie. Sul mercato equity arriva il fondo Aristea New Frontiers Equity firmato da Banor Capital, società inglese indipendente di gestione partecipata da Banor SIM. Il prodotto è stato lanciato in Italia con il team di ricerca di Kallisto Partners, società indipendente con sede a Roma specializzata in metodologie quantitative.

Il comparto investe “su mercati che sono al primo stadio di sviluppo economico e finanziario, hanno una bassa correlazione con quelli più sviluppati e hanno dinamiche di crescita favorevoli. Il portafoglio è composto da 40/60 titoli e le posizioni principali sono su finanziari, tlc e beni di prima necessità”, afferma Giacomo Mergoni, ad di Banor Capital. Secondo l’esperto, “tra i mercati di frontiera asiatici, paesi come Mongolia, Sri Lanka e Vietnam, offrono un mix di prospettive di crescita interessanti per gli investitori esperti: in Vietnam riforme come la privatizzazione delle imprese statali sono un importante supporto per la crescita economica mentre i progressi registrati in Pakistan hanno persino indotto recentemente un index provider a elevare lo status del paese da mercato di frontiera a mercato emergente grazie a una serie di riforme del mercato avviate negli ultimi anni, tra cui la conversione delle sue borse valori in società di capitali detenute da azionisti”.

Goldman Sachs ha annunciato invece il lancio delle nuove obbligazioni Goldman Sachs Callable Tasso Fisso in Dollari USA. I bond, con durata 10 anni, offrono agli investitori cedole annuali fisse pari al 3,00% lordo (2,22% netto), oltre al rimborso integrale del valore nominale a scadenza nella valuta di denominazione (dollaro USA). L’emittente ha facoltà di rimborsare anticipatamente le obbligazioni al 100% del valore nominale, a partire dall’inizio del terzo anno fino alla fine del nono, con cadenza annuale. Il rimborso del capitale e il pagamento delle cedole fino a scadenza, o fino alla data di un eventuale rimborso anticipato del capitale, avvengono nella valuta di denominazione: l’investitore è esposto pertanto al rischio derivante dalle variazioni del rapporto di cambio tra la valuta di denominazione dei titoli (dollaro USA) e l’euro. L’eventuale deprezzamento della valuta di denominazione rispetto all’euro avrebbe un impatto negativo sul controvalore in euro delle obbligazioni.

Nuova strategia anche per Standard Life Investments, il colosso degli investimenti scozzese con base a Edimburgo. Arriva il fondo Enhanced Diversification Multi Asset (Edma), “per rispondere”, dice il gruppo, “alle esigenze della clientela che sta dimostrando un appetito sempre maggiore per i prodotti multiasset”. Il fondo sta per essere autorizzato in Italia dove dovrebbe sbarcare sul mercato nel corso dei prossimi giorni. “Edma è parte della gamma di prodotti multiasset che si rivolge a investitori che intendono bilanciare la crescita del capitale e la volatilità dei mercati finanziari”, spiega Guy Stern, responsabile del team multi asset del gruppo. “Questo prodotto si differenzia dagli altri approcci più tradizionali. Punta a un range di asset class come azionario, obbligazionario e immobiliare quotato. Usiamo comunque strategie cosiddette enhanced-diversification che cercano di arrivare a ottenere ulteriori performance e alti livelli di diversificazione. Puntiamo anche alle valute e al mercato dei tassi di interesse”.

Invesco PowerShares, una delle principali società globali di Exchange Traded Fund (ETF), facente capo a Invesco Ltd, annuncia invece la quotazione di PowerShares US High Yield Fallen Angels UCITS ETF su Borsa Italiana che replica l'Indice Citi Time-Weighted US Fallen Angel Bond Select, creato sulla base dell'Indice Citi US High-Yield Market, con gli stessi requisiti di composizione in termini di qualità creditizia, scadenza e dimensione delle emissioni. Con l’espressione fallen angels si intendono obbligazioni inizialmente classificate come investment grade e in seguito declassate a high yield, idonee pertanto all'inserimento nell'indice; tali obbligazioni possono restare nell'indice per un periodo di 60 mesi a partire dalla data dall'inserimento, purché continuino a rispettare i criteri pertinenti. Nel caso in cui un'obbligazione dovesse uscire dall'indice e poi rientrarvi, il periodo di inserimento verrebbe ricalcolato.

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