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Nuove fonti di alfa: tutti i fattori chiave del revival delle M&A


Tutti gli anni cominciano con la stessa speranza per molti investitori: che ci sia una ripresa dell'attività di fusioni ed acquisizioni. Secondo i dati presentati da un recente studio di EY, il mercato di M&A sta vivendo un vero e proprio revival dopo anni di relativa calma. L'aumento del 30% nel volume globale delle transazioni durante il 2014, per un valore superiore ai 3.200 miliardi di dollari, ha fatto raggiungere livelli simili a quelli registrati nel 2008.  L'anno scorso è stato caratterizzato da operazioni di grande valore, con 32 deal superiori ai dieci miliardi di dollari, inoltre le operazioni di M&A guidate dal PE sono cresciute del 27% in termini di valore e del 68% in volume, per i deal compresi tra 1 e 5 miliardi di dollari. In Italia il valore delle operazioni è stato pari a 48 miliardi di dollari, in calo del 6,1% rispetto all’anno precedente. I volumi crescono invece del 6,7%, grazie alle 702 operazioni.

Il ritorno delle operazioni di fusione e acquisizione registrate nel corso del 2014 sembra destinato a proseguire nel 2015. Sono cinque i trend principali che nel corso di quest’anno dovrebbero garantire al mercato di mantenere gli stessi ritmi di crescita.

1. Continuità nella pipeline di operazioni ad alto valore

Nel 2014 si è registrato un ritorno di operazioni di grandi dimensioni, con 32 deal di valore superiore ai dieci milioni di dollari - in un anno caratterizzato da una decisiva crescita. Il valore complessivo delle operazioni M&A nel 2014 è stato di 3.200 miliardi di dollari (in crescita del 30% rispetto al 2013), il quarto anno più importante nella storia dell’M&A  dopo il 2007 (4.100 miliardi di dollari), il 2006 (3.500 miliardi di dollari) e solo 40 miliardi di dollari in meno rispetto al 2000, anno boom delle dotcom. Marco Mazzucchelli – Transaction Advisory Services Leader di EY per l’area Mediterranea, commenta: “Nel corso del 2015 i deal di grandi dimensioni continueranno a caratterizzare il mercato e dovremmo assistere ad un incremento delle operazioni cross border tra Stati Uniti ed Europa, avvantaggiate anche dalla svalutazione dell’euro. Inoltre, si prevede una crescita d’interesse per il segmento mid-market, che per l’Italia, in particolare, rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia. In questo scenario, le sinergie che possono crearsi attraverso il consolidamento di player locali e l’internazionalizzazione delle nostre eccellenze, consentiranno di avere ottimi multipli di ingresso e generare effetti positivi per il nostro paese”.

2. Focus sulle attività core che dovrebbe portare i deal di medie dimensioni ad accrescere i volumi delle operazioni di M&A

Mentre nel 2014 le operazioni di M&A a livello globale hanno raggiunto il valore più alto dall’inizio della crisi finanziaria, i volumi  delle operazioni sono rimasti relativamente bassi, nonostante si sia registrata una crescita del 6,4%, Il volume dei deal è sceso ai livelli del biennio 2010-2012 e ben al di sotto di quelli registrati nel 2006. Pip McCrostie, Global Vice Chair Transaction Advisory Services di EY, commenta “C’è un forte interesse per la realizzazione di nuove acquisizioni e la pipeline di operazioni è  in crescita grazie all’aumento dideal di medie dimensioni. Sempre più aziende si stanno concentrando sul mid-market, con acquisizioni nei settori base o nei vari sotto settori – accrescendo la quota di mercato, gestendo i costi e migliorando i margini di profitto".

3. Incremento dei deal cross border Stati Uniti/Europa e aumento di acquisizioni outbound da Cina e Giappone

Proprio come nel 2014, la lenta crescita e l'incertezza che caratterizzano l’Eurozona continueranno a rappresentare al contempo una sfida ed un’opportunità per gli operatori. L'andamento economico divergente previsto nel corso del 2015, con Stati Uniti e Gran Bretagna che avranno performance migliori rispetto all’Eurozona, la crescita moderata della Cina, e con India e Giappone ad un bivio, fornirà un ulteriore stimolo per l’attività di M&A. Pip McCrostie, aggiunge: “Dovremmo assistere ad un rafforzamento delle acquisizioni outbound da Cina e Giappone. Di conseguenza, ci aspettiamo un dinamismo del mercato M&A su molteplici settori”.

4. Il ruolo strategico degli operatori di private equity

La pipeline dei deal è aumentata nel corso del 2014, e si prevede un’attività più intensa nel corso del 2015. Il private equity continuerà a giocare un ruolo fondamentale all’interno del mercato. Nel corso del 2014 la sua attività si è fortemente ripresa, in particolare nel mid-maket con deal come Carlyle-Dealogic alimentati da forti finanziamenti; si è inoltre registrato un aumento del 27% in termini di valore complessivo - e di un sorprendente 68% in termini di volume di deal compresi tra 1 miliardo e 5 miliardi di dollari.

5. Le operazioni di spin off

L’aumento delle attività di spin-off registrate negli Stati Uniti nel corso del 2014, grazie all’ottimizzazione del portfolio, continuerà ad essere un fenomeno importante. Una tendenza che si sta sviluppando anche in Europa, dove le aziende sono sempre più orientate ad allineare gli asset alla propria strategia. Pip McCrostie, conclude: "Spinning e selling sono le parole d'ordine per tutta una serie di settori. Ad esempio, il calo del prezzo del petrolio dovrebbe portare ad un ulteriore consolidamento del mercato, alla vendita di asset non strategici, ad operazioni di disinvestimento e swap. In termini di prodotti di consumo, si prevede un arricchimento del portfolio ed un riallineamento dei brand. Si prevede inoltre una crescita della classe media nei mercati emergenti che sarò accompagnata da una maggior ricerca di brand di alto profilo. Il settore Life Sciences – che si è distinto nel corso del 2014 per operazioni di alto valore - dovrebbe inoltre proseguire il proprio dinamismo. I cosiddetti megadeals che hanno caratterizzato il 2014 hanno contribuito a migliorare la fiducia verso le operazione M&A. Questo sentiment positivo influirà su tutta la deal chain nel corso del 2015 e nonostante possibili shock geopolitici ed economici si prevede un aumento dell’attività, in particolare per quanto riguarda le operazioni di media dimensioni”.

 
 

 

 

 

 

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