Nuove crisi, stessi obiettivi


L’evolversi della crisi greca, le turbolenze che stanno affossando i listini in Cina, i problemi del debito a Puerto Rico, le prossime mosse della Fed: i mercati finanziari mai come oggi sembrano in una nuova fase di volatilità e incertezza. Come aiutare investitori e risparmiatori a non farsi sopraffare dall’emotività? Come convincere un cliente a rimanere investito e a focalizzarsi sui propri obiettivi di lungo periodo? Queste sono le domande chiave che ogni risparmiatore, consulente e promotore finanziario si trova a dover affrontare in queste settimane.
 
Oltre i titoli dei giornali, oltre il continuo susseguirsi di commenti sulle possibili evoluzioni della crisi, l’investitore privato rimane sempre più disorientato e combattuto tra la ricerca del rendimento e la tentazione di disinvestire i propri risparmi per cercare porti sicuri. La volatilità che continuiamo a vedere sui mercati ci ricorda ancora una volta 3 capisaldi che, anche se all’apparenza semplici, troppo spesso vengono trascurati o persi di vista in balia degli eventi:
 
1.   Focalizzarsi su obiettivi di investimento chiari e ben delineati.

Troppo spesso l’industria del risparmio gestito in passato si è focalizzata sul singolo prodotto, spingendo gli investitori verso una singola asset class o settore senza considerare adeguatamente il portafoglio nel suo complesso e gli obiettivi per i quali tale portafoglio è stato costruito. Ogni fase della vita porta con sé esigenze e progetti diversi, a volte a breve termine, più spesso di lungo periodo: occorre quindi, anche nelle fasi più turbolente, riuscire a focalizzarsi sugli obiettivi di investimento che ci si è prefissati e cercare di seguire un percorso ben definito, senza andare fuori strada a ogni curva.

2.   Non farsi sopraffare dall’emotività.

Il problema maggiore che consulenti e promotori finanziari si trovano a dover affrontare in queste fasi è proprio la richiesta di clienti preda dell’ansia di uscire dai mercati e liquidare parte dei portafogli. Gli investitori dovrebbero evitare la tentazione di vendere e fare, al contempo, un check del proprio portafoglio per valutare insieme al consulente eventuali aggiustamenti.

3.   Tendere verso portafogli robusti e capaci di navigare attraverso diverse fasi e cicli di mercato.

Da qui la necessità di un diverso approccio alla costruzione di portafoglio che prenda in considerazione una gamma più ampia di strategie e soluzioni di investimento, come ad esempio un uso più efficace delle asset class tradizionali, strategie alternative capaci di gestire meglio la volatilità e generare nuove fonti di rendimento, cosi come un nuovo tipo di diversificazione non solo tra aree geografiche e asset class, ma anche tra differenti modelli di investimento.

Non possiamo prevedere con certezza come evolverà la situazione in Grecia, in Cina e sugli altri fronti “caldi”, quello che sappiamo però è che gli obiettivi che l’investitore si è prefissato non sono cambiati rispetto a pochi giorni fa, che le necessità legate alle varie fasi della vita non sono mutate e che, passata questa fase di turbolenza, ogni cliente si chiederà se il proprio portafoglio abbia risposto adeguatamente e se sia ancora in linea con tali obiettivi.
 
Lo diciamo da tempo e oggi, più che mai, è il momento giusto per sottolineare l’importanza di un nuovo e diverso approccio agli investimenti che ponga al centro il risparmiatore, le sue necessità e obiettivi, in un’ottica di pianificazione finanziaria. La soluzione non sta nel singolo prodotto, nella singola asset class o settore: la soluzione è costruire portafogli robusti e durevoli in grado di affrontare diversi scenari di mercato.

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