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Nell'era Trump meglio puntare sulle Midstream


Commento a cura di Massimo Siano, head of Southern Europe di ETF Securities.

Tutte le ultime elezioni da G.W.Bush, Obama a Trump si sono decise su degli Stati ben precisi. Quelli centrali, che hanno intere regioni ricche di rocce scisto come Marcellus, Eagle Ford, Bakken, Barnett, Woodford, Fayetteville oppure sono chiave per il passaggio di gasdotti e oleodotti.

Questi luoghi sono strategici dal punto di vista economico e soprattutto decisivi dal punto di vista politico. Ricche di petrolio ma povere di infrastrutture per raffinarlo e venderlo. Ecco perché punto sulle società di infrastrutture chiamate "Midstream" ovvero quelle società che producono e gestiscono condotti per i prodotti raffinati, terminali, gasdotti, oleodotti e risorse per la raccolta e la lavorazione del petrolio e del gas.

L'amministrazione Trump sarà quanto mai attenta a questo tema per rivincere le elezioni.  Potrebbe facilitare l'approvazione di progetti in tempi più brevi. Il tempo è davvero denaro ed anche voti perché stiamo parlando di circa 51500 km di condotti che devono essere prima autorizzati e poi aggiunti alla rete di gas naturale e petrolio liquido.

L'EIA (il dipartimento americano per l'energia) calcola un investimento necessario di oltre 630 miliardi in infrastrutture. Così credo che il gasdotto Dakota sarà finalmente velocizzato, insieme a molti altri nei giacimenti di scisto del nord-est e sud-ovest. Nel 2012 il break-even delle società che estraevano petrolio e gas non convenzionale attraverso la tecnica del "fracking" era di 80 dollari al barile. Con le nuove infrastrutture di estrazione e trasporto lo shale oil made in USA potrà competere con il greggio arabo fino a 40 dollari al barile. Più si investe più scende l'asticella. Mentre la tecnologia per l'estrazione ha fatto passi da gigante, il collo di bottiglia rimane ancora il Midstream. Con il greggio basso e tutto estratto in casa, l'amministrazione Trump manovrerebbe più pedine nello scacchiere internazionale di qualsiasi altro costoso investimento militare. Questo è uno dei pochi temi emerso chiaramente nei dibattiti.

Negli USA il business delle infrastrutture è interamente finanziato da privati. Le società in questo campo sono in gran parte sotto forma di Accomandita o "Master Limited Partnership" (MLP). Le MLP sulle infrastrutture sono un'entità fiscale efficiente e ricavano la maggior parte del fatturato dai business toll-road, ossia riscuotono dalle compagnie petrolifere un corrispettivo per l’utilizzo delle infrastrutture (equiparabile al pedaggio da pagare per percorrere un’autostrada). Sono diventate un veicolo ideale per il finanziamento di grandi progetti di energia di lunghissimo termine.

Secondo ExxonMobil, la domanda globale di energia aumenterà del 25% entro il 2040. Questo aumento è pari all'energia totale utilizzata in Nord America e in America Latina oggi. Per tenere il passo con questa richiesta, il mondo intero, e non solo gli USA, avrà bisogno di perseguire tutte le fonti energetiche economiche e aumentare l'investimento nelle infrastrutture. Forse dalle zone più disagiate degli Stati Uniti stiamo probabilmente assistendo all'inizio di un mega trend globale.

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