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Nel 2014, la raccolta è slegata dalla performance


Se si guardano i primi cinque fondi italiani con maggior performance a 10 anni, nessuno è fra i prodotti che in questo primo semestre ha raccolto di più. Vincono i comparti di nuovo lancio appartenenti alla categoria flessibili, perché anche se si guardano i fondi che più rendono a corto termine, nessuno è da mettere in risalto dovuto alla loro raccolta. La performance è slegata dall'incremento delle masse in getione.

Come già detto in un articolo precedente, i fondi aperti italiani hanno superato la quota dei 180 miliardi di patrimonio. Obiettivo che lascia soddisfatti a tutti nell'industria e che spinge ancora di più l'ampiamento dell'offerta da parte delle SGR locali. Ecco l'elenco dei cinque fondi più redditizi con l'ammontare di raccolta a 7 mesi, secondo i dati di Morningstar Direct al 31/07/2014.

Nome del fondoCategoria MSArea di investimentoSocietàTotal Ret Annlzd 10 anni (%)Raccolta a 7 mesi
Gestielle Obiettivo CinaEAA OE Other AllocationChinaAletti Gestielle  9,13-14.596.004
Anima Geo Europa PMI AEAA OE Europe Small-Cap EquityEuropeAnima  9,04-6.697.490
Anima Star Europa Alto Potenziale AEAA OE EUR Flexible AllocationEuropeAnima  8,5387.946.126
Pioneer Obbl Paesi Emerg a dist. AEAA OE Global Emerging Markets BondGlobal Emerging MktsPioneer Investment Management 8,31-30.722.814
Gestielle Obiettivo Emerging MarketsEAA OE Global Emerging Markets AllocationGlobal Emerging MktsAletti Gestielle  8,05-8.507.145

 

Nell'impegno per capire il perché della buona tendenza che segue ancora il mercato del risparmio gestito locale, Funds People ha chiesto ad alcuni professionisti del settore quali possono essere i principali fattori di successo. Ecco cosa ne pensano.

Amir Kuhdari, direttore commerciale di Kairos Partners SGR

"Il mercato italiano nella sua interezza sta confermando ed accelerando la sua naturale evoluzione partita dopo la bolla del 2000. I tre ingredienti strutturali di questo processo sono, dal mio punto di vista: 1) clienti sempre meno innamorati dei singoli titoli e più consapevoli della maggior efficienza del risparmio gestito; 2) distribuzione (soprattutto promozione finanziaria e private banking) sempre più orientate verso provider terzi e non solo captive; 3) istituzioni finanziarie sempre più orientate a migliorare l’efficienza dei propri portafogli.

Per spiegare però le ragioni di questa crescita da record dobbiamo aggiungere e non nascondere, all’evoluzione del mercato, anche l’aiuto delle buone performance dei mercati di questi ultimi anni".

 

Matteo Serio, direttore commerciale di AcomeA SGR

"L'aumento dei volumi sui fondi d'investimento e la continuazione della crescita ha secondo me un’unica spiegazione. Il prodotto fondo d'investimento è ancora un prodotto "venduto" più che "comprato"; ovvero è l'intermediario finanziario a spingere il prodotto sulla clientela. Il sistema bancario sta trovando nel risparmio gestito quei ricavi che al momento non riesce più a conseguire dall'attività creditizia tradizionale.

Inoltre, il collocamento di prodotti strutturati e opachi è diventato più complicato. Ecco quindi perché il sistema è tornato a spingere i fondi d'investimento. Reputo che questo sia un bene, visto che generalmente, il prodotto fondo è trasparente e liquido. Tuttavia a mio avviso non mancano le nuvole nere all'orizzonte: l'esplosione della raccolta dei fondi "a finestra di collocamento" con la cedola, è il classico esempio di circonvenzione di incapace. Prodotti molto costosi dall'utilità nulla e peggio, che sfruttano l'incapacità dei clienti di comprendere il reale valore aggiunto di un prodotto. Che in questo caso, non è zero. E' negativo".

 

Davide Bulgarelli, multimanager advisory di BNP Paribas Investment Partners

"Ho sempre ricordato che il decennio degli anni '80 fu delle obbligazioni, quello dei '90 delle azioni, quello '00 delle commodities. Il decennio attuale sarà di nuovo quello delle borse? A mio avviso sì. Non è un caso che il boom della raccolta sui fondi avvenne negli anni '90 e si stia ripetendo ora. I buoni rendimenti offerti dai mercati finanziaria ed il contestuale calo dei tassi di interessi sta influenzando le scelte degli investitori.

Dall’altro lato è nei fatti un aumento del peso dei fondi nei portafogli degli investitori istituzionali (assicurazioni in primis). In Italia però la raccolta è “guidata” dal lato offerta e qui possiamo vedere che le banche hanno cercato di recuperare redditività puntando sul risparmio gestito, visto il calo nelle attività tradizionali di erogazione ed emissione titoli.

Le reti (di promotori e di banker) da sempre sanno approfittare di rendimenti interessanti per offrire diversificazione e fare raccolta. Ora la sfida sarà la fidelizzazione e la stabilizzazione delle masse che dipenderà dalla maturità degli investitori, ma anche dalla capacità degli asset manager di non deludere le aspettative a differenza di quanto avvenne dopo la bolla del 2000".

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