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MPS chiude i primi nove mesi con una perdita di 1,15 miliardi di euro


Il Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il decimo trimestre di fila in perdita portando il rosso dei primi nove mesi del 2014 a 1,15 miliardi, dopo rettifiche su crediti in crescita di oltre 900 milioni su base annua, anche per coprire le svalutazioni emerse nell’esame della BCE. Si tratta di più del doppio del rosso di 518 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Sul dato ha pesato, appunto, l’impatto dell’AQR della BCE, con le rettifiche nette di valore per deterioramento di crediti che sono cresciute del 60% a circa 2,46 miliardi. L’impatto nel solo terzo trimestre è stato di circa 1,25 miliardi (+71,8%).

La banca senese, che è stata travolta dallo scandalo finanziario e dall’inchiesta della magistratura sull’acquisto di Antonveneta nel 2007, sta mettendo a punto una dolorosa ristrutturazione. L’istituto è risultato il peggiore tra i 130 che sono stati sottoposti all’esercizio di valutazione della BCE con uno shortfall di 2,11 miliardi di euro che sarà coperto con un aumento da 2,5 miliardi previsto nella prima metà del 2015. La valutazione sugli attivi fatta dalla BCE ha fatto emergere anche una necessità di ulteriori coperture per 4,2 miliardi, in parte già accantonati nel corso dell'anno per circa 1,2 miliardi prima di questa trimestrale. Le rettifiche nette per deterioramento di crediti nei nove mesi sono pari a 2,464 miliardi con un impatto del terzo trimestre di circa 1,2 miliardi.

La banca ha fatto sapere che le rettifiche nette dei primi 9 mesi del 2014 includono 1,170 miliardi di euro “relativi alle esposizioni oggetto di Credit File Review (Cfr) nell’ambito dell’Asset Quality Review (AQR): di queste circa 790 milioni di euro sono incluse nei risultati del terzo trimestre”. E ha aggiunto “che i crediti deteriorati a fine settembre sono saliti rispetto a fine giugno dell'8,3% a 24,3 miliardi di euro”. Nel presentare le slide agli analisti, Viola ha citato un commento in originale della Banca centrale europea, nell’ambito dei risultati dell’esercizio, riguardo alla qualità del credito della banca, attribuendo i problemi alla gestione degli anni passati. Secondo la BCE “la qualità dei crediti è ancora influenzata dalla politica espansiva adottata negli anni scorsi” e un problema è anche stato anche il basso livello di qualità negli standard utilizzati in passato per valutare il credito dato alle realtà locali di MPS.

Il piano reso noto lo scorso 5 novembre prevede anche cessioni di asset per 220 milioni e chiede alla BCE uno sconto di 390 milioni sullo shortfall per considerare utili operativi stimati per il 2014. La perdita del terzo trimestre, sopra le attese del mercato (il consensus era intorno ai 300 milioni), è salita a 797 milioni di euro anche per effetto di oneri straordinari per uscite del personale, pari a oltre 300 milioni. Senza questi due effetti straordinari, MPS ha calcolato un risultato operativo nei primi nove mesi pari a 1,6 miliardi, in crescita del 16,6%. Intanto nell’aria ci potrebbe essere un’integrazione con altri istituti. Uno possibile è Ubi Banca. 

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