Morningstar Awards 2015: ecco i tre fondi finalisti nella categoria Azioni Italia


Sono 21 i candidati ai Morningstar Awards nelle sette categorie azionarie (in ordine alfabetico per Italia, Eurozona large cap, Europa, Internazionali, Usa, Asia-Pacifico e Mercati emergenti). Tra questi, vincerà il fondo con la miglior valutazione in ciascuna categoria, ovvero i premi saranno assegnati ai fondi che hanno creato valore per gli investitori, realizzando le migliori performance corrette per il rischio, all’interno di una categoria o gruppi di categorie Morningstar, nel corso del 2014 e degli ultimi cinque anni.

La metodologia enfatizza la performance realizzata nel corso dell’ultimo anno solare, tenendo però conto anche della continuità nel generare buoni rendimenti nel tempo e del fatto che il gestore non abbia mai assunto rischi ingiustificati. 

Ecco i finalisti per la categoria Azioni Italia:

Fondo: Fideuram Italia

Gestore: Luigi Degrada

Gestito da circa 14 anni da Luigi Degrada, che è in Fideuram dal 1999 e da allora segue strategie azionarie italiane, il comparto adotta un processo di investimento che prevede scostamenti contenuti rispetto al benchmark all-cap. Tra la caratteristiche distintive vi sono quindi un livello di gestione attiva storicamente basso (l’active share rispetto all’indice FTSE Italia AllShare è in genere inferiore al 30%), e posizionamenti attivi a livello settoriale mediamente attorno al 3%. Anche il tracking error sarà generalmente piuttosto limitato (2-3%). Degrada si affida in parte alla gestione dinamica dei sovra- e sottopesi, soprattutto tra le società large cap con una liquidità maggiore, attraverso attività di trading che si riflettono in un livello di turnover piuttosto alto (in passato pari a circa il 300%). Altre posizioni attive sui singoli titoli sono assunte in maniera selettiva. Tale approccio è nel complesso coerente con il fatto che il gestore è l’unica risorsa dedicata a questa strategia, un elemento che impedisce un approccio “research-intensive”. Ne risulta quindi un portafoglio generalmente composto da circa 100 posizioni, con una lunga coda di titoli per le capitalizzazioni più basse, un segmento del mercato dove storicamente il gestore ha trovato le migliori opportunità, mantenendo un orizzonte di investimento di più lungo periodo. Inoltre, la strategia è orientata a sfruttare al massimo il potenziale di crescita del mercato, senza uso tattico della liquidità. Questo posizionamento si differenzia dal tipico fondo azionario Italia, che in genere ha un’esposizione azionaria netta inferiore al 100%. Tale fattore contribuisce a generare una volatilità dei rendimenti un po’ più alta rispetto alla concorrenza. Ciononostante, il track record è robusto. Dal 2003 il fondo ha infatti sovraperformato la mediana di categoria in ciascun anno solare ad eccezione del 2008. Nonostante i rischi, Fideuram Italia si colloca al 13esimo percentile di categoria in termini di Morningstar Risk Adjusted Return a 10 anni.

Fondo: Fondersel P.M.I 

Gestori: Marco Nascimbene e Carlo De Vanna

L’acronimo “PMI” sta adesso per “Portafoglio Mercato Italia”, e il nuovo benchmark (50% FTSE Mib e 50% FTSE Italia MidCap) caratterizza questo comparto, che mantiene un sovrappeso stutturale verso le mid e small cap. Da gennaio 2013 il fondo è guidato da Marco Nascimbene (in Ersel dal 1996, già responsabile del comparto da ottobre 2008) e Carlo De Vanna, a seguito della fusione per incorporazione di Fondersel Italia. Nascimbene ha circa 18 anni di esperienza nel mercato azionario italiano, un periodo nel quale ha ottenuto ottimi risultati come gestore di diverse strategie. De Vanna è entrato in Ersel nel 2007 come responsabile di Fondersel Italia, e fino a fine 2012 ha battuto benchmark e media di categoria. I due gestori adottano un processo che si basa su diverse leve. Il livello di gestione attiva è generalmente contenuto e sono frequenti gli aggiustamenti, come dimostra il turnover elevato (vicino o al di sopra del 300%). Il portafoglio è così il risultato di un numero elevato di deviazioni attive (generalmente contenute) rispetto al benchmark. Inoltre, verrà gestita tatticamente l’esposizione azionaria netta, normalmente nell’intervallo 95-105% dell’attivo. L’adozione del nuovo benchmark fornisce poi un’ulteriore leva gestionale, cioè l’allocazione tra le diverse capitalizzazioni di mercato. In passato l’esecuzione è stata eccellente, ma gli anlisti di Morningstar ritengono che ci siano elementi di incertezza. Il sovrappeso stutturale sulle capitalizzazioni medio-basse è un fattore che ha aiutato il fondo a generare risultati sopra la media, ma in chiave prospettiva può rendere questo comparto più sensibile ai ribassi del mercato. Tra gennaio 2013 e agosto 2014 il fondo ha infatti sovraperformato il benchmark e la media di categoria, malgrado una volatilità superiore. Un aspetto negativo è legato ai costi,  che subiscono l’impatto dell’elevato turnover e includono una commissione di incentivo senza high-water mark. Nel complesso, la qualità del team rappresenta un vantaggio competitivo in grado di compensare i rischi della strategia.

Fondo: Lemanik SICAV High Growth Capitalisation Retail EUR 

Gestore: Massimo Trabattoni

Il comparto gestito da Trabattoni dal 2008 si prefigge di creare un portafoglio azionario sia reattivo sia diversificato, al fine di limitare il rischio dei singoli investimenti con l’utilizzo di strumenti derivati a copertura (anche attraverso l’uso di opzioni call e put). Presenta flessibilità rispetto sia allo stile Top Down che allo stile Bottom Up. La scelta dei titoli e la metodologia di analisi riguarda sia i temi differenti e specifici sui singoli titoli all’interno dei settori sia i pesi relativi dei vari settori in fase di repricing del rischio. La scelta tra large cap e small cap è correlata alle fasi di mercato. Il fondo mira a ottenere un rendimento totale (una strategia di portafoglio che punta a massimizzare sia l'effettivo rendimento del capitale sia gli effettivi proventi ricevuti indipendentemente dai mercati) investendo le proprie attività in azioni. La strategia del fondo consiste principalmente nell'investimento in azioni emesse da società quotate su una borsa valori o negoziate su mercati regolamentati internazionali, con particolare attenzione agli emittenti italiani quotati su mercati azionari della Zona Euro

 

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