Minibond, mercato da potenziali 3 miliardi e una forte propensione all'internazionalizzazione


Da strumento di finanziamento a driver della ripresa e dell’internazionalizzazione  delle imprese italiane. Il mercato delle emissioni nel settore dei minibond ha raggiunto a fine 2014 la soglia delle 88 operazioni per 460 milioni di euro investiti e con un progressivo allargamento della diffusione geografica, passata da 9 a 15 regioni d’Italia con la Lombardia regione leader con 19 operazioni, seguita da Veneto ed Emilia Romagna con 13 ciascuna.  I minibond hanno quindi enormi potenzialità, non ancora espresse, cui investitori istituzionali, fondi e  imprese di diversa dimensione possono guardare per finanziare  i progetti di crescita. Per valorizzarne le potenzialità occorrono una profonda conoscenza del business e delle dinamiche dell’impresa che intende farvi ricorso e pianificare i diversi adempimenti sia sul versante fiscale sia legale. E’ quanto emerso a Verona nel corso del convegno “Il finanziamento all’impresa tramite l’emissione di minibond” promosso da Mercanti Dorio e Associati in collaborazione con Classis Capital SIM. 

Complessivamente sono stati raccolti sul mercato 460 mln in minibond, con un  tasso medio del 5,9% ed una durata media di 6,5 anni. Il taglio delle 88 operazioni concluse, è stato sottolineato, varia da meno di 10 milioni di euro (33 casi), tra 10-30 milioni di euro (20 operazioni), tra 30-100 milioni di euro (4) fino alle 6 da oltre 100 milioni di euro. Un dato che riflette il classico tessuto imprenditoriale italiano, su cui poggia molta della capacità di internazionalizzazione e crescita economica del nostro sistema produttivo. “I minibond costituiscono una grande opportunità per molte imprese italiane, in particolare in questo contesto dove diverse possono essere le opzioni per sostenere finanziariamente lo sviluppo delle proprie imprese, aiutando al tempo stesso a capire e valorizzare quelle realtà che presentano reali prospettive di crescita sia industriale sia finanziaria” ha ricordato Maurizio G. Esentato, CEO e socio fondatore di Classis Capital.

Secondo una recente analisi elaborata dall’Università Bocconi, il tessuto imprenditoriale italiano consta di circa 18.000 società potenzialmente emittenti per un potenziale di tre miliardi di euro di investimenti. "In questa fase il mercato potenziale dei mini bond in Italia presenta dei margini di crescita molto significativi", aggiunge Esentato. "Se nel 2014 ha sfiorato i 500 milioni di euro, è ragionevole ipotizzare che in 10-15 anni possa raggiungere  alcune decine di miliardi euro. Occorre sottolineare che rivolgendosi ad interlocutori istituzionali, i mini bond devono essere valutati come uno strumento funzionale alla realizzazione di strategie di crescita e sviluppo dell'impresa. Sono quindi indicati per manager ed imprese che intendono cogliere opportunità di mercato, accedendo a fonti di finanziamento più snelle e dinamiche rispetto al tradizionale canale bancario o alla quotazione. L'operazione rappresenta un momento di crescita organizzativa interna e deve configurarsi come strategica: come tale il costo della provvista deve rappresentare solo uno degli elementi di valutazione della stessa. Dal nostro osservatorio riscontriamo che i mini bond  rispondono alla tendenza sostenuta da autorità bancarie e monetarie verso una maggiore diversificazione nelle fonti di approvvigionamento, obiettivi sostenuti negli ultimi anni anche dai nostri governi che hanno adottato diversi provvedimenti legislativi volti a stimolare il ricorso a questi strumenti" dichiara Esentato.

Per Classis Capital, recentemente nominata partner di Borsa Italiana del mercato ExtraMOT dedicato alla negoziazione dei minibond,il ricorso a questi strumenti rappresenterebbe quindi un’occasione unica per imprimere una spinta all’evoluzione del mercato dei capitali di debito in Italia e per riequilibrare la struttura finanziaria delle imprese, normalmente troppo indebitata e con scadenza del debito a breve. Anche per colmare l’asimmetria informativa fra emittente ed investitori, Classis Capital, di cui è co-fondatore il Prof. Edward Altman, massimo esperto di obbligazioni societarie e high yield, sta sviluppandoil modello Z-Score della PMI che sarà presentato alla comunità finanziaria nella seconda parte dell’anno.

 

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