Mini-bonds: un’alternativa per le PMI ai prestiti bancari tradizionali


La riforma del Decreto Sviluppo, entrato in vigore un anno fa, ha cercato di migliorare l’accesso alle fonti di finanziamento alternative a quelle bancarie, rimuovendo alcuni vincoli normativi e fiscali che rendevano difficile l’emissione dei cosiddetti mini-bond, cioè delle obbligazioni con un taglio più ridotto (da 1 a 20 milioni di euro) rispetto a quelle che generalmente vengono contrattate sui mercati.

“Il mini-bond è un nuovo strumento di investimento a lungo termine che, se gestito bene, permette di de-correlare i portafogli con buoni tassi di ritorno” spiega Giovanni Landi, Senior Partner di Anthilia sgr. “Da un punto di vista congiunturale, poi, è senz’altro un’opportunità aggiuntiva e complementare al canale bancario: dopo cinque anni di crisi profonda le PMI italiane sopravvissute sono in genere solide, sane, con fatturati in crescita e obiettivi di sviluppo”.


Anthilia BIT (Anthilia Bond Impresa Territorio) è il primo fondo di debito specializzato in emissioni obbligazionarie effettuate dalle PMI italiane.
Con una disponibilità effettiva iniziale di 100 milioni di euro, è uno dei fondi piú interessanti tra quelli che investono in mini-bond, in quanto partecipato da un pool di banche finanziatrici.

Landi aggiunge orgoglioso che “riteniamo che i principali investitori in questa asset class saranno i fondi; considerando che al momento sul mercato italiano ci sono solo due veicoli specializzati sul debito delle PMI già partiti e con risorse disponibili, tra cui il nostro, consideriamo già un successo le attuali emissioni sull’ExtraMotPro”. La qualitá creditizia della societá, del management e i potenziali tassi di crescita sono i requisiti essenziali nella scelta dei fondi. “Negli ultimi tre mesi abbiamo analizzato 50 potenziali emittenti e, di questi, uno è prossimo all’emissione, mentre 13 sono in fase di analisi avanzata”, conclude Landi.

Ad oggi le emissioni di mini-bond sono una ventina, ma il Cerved Group stima che sono 35 mila le aziende italiane, principalmente nel nord-est, con un fatturato annuo di oltre  5 milioni di euro  e con tutti i requisiti  per rilasciare questo prodotto. 
Sembra che sia già tutto pronto per il definitivo decollo dello strumento che avvicina le modalitá di emissione da parte delle pmi non quotate a quelle previste per le societá presenti sui mercati regolamentati. Lo strumento dei mini-bond è ormai sufficientemente noto, gli investitori hanno mostrato un certo interesse per questo strumento. La fioritura di questo mercato potrebbe, quindi, fungere da stimolo significativo per le PMI e l'economia italiana in generale. 

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