Mercato in crisi? Buone opportunità a lungo termine


Non siamo nel 2008. "Reputiamo estremamente improbabile che possa verificarsi una nuova crisi simile a quella del 2008" ripete Giordano Lombardo, CIO di Pioneer Investments Group, dopo la recente correzione delle attività di rischio. Anzi per l'esperto di una delle più grandi società di gestione italiane "le fasi di reazioni eccessiva del mercato, come quelle osservate negli ultimi giorni, andrebbero considerate come opportunità per gli investitori di lungo periodo". Benché le attuali condizioni economiche e di mercato siano molto complesse - crescita modesta, elevato debito globale e bassa inflazione - Lombardo ritiene infatti che le correzioni dei mercati azionari potrebbero generare buone occasioni per gli investitori di lungo periodo.

"Suggeriamo di mantenere invariate le coperture per aiutare a mitigare l'impatto dell'elevata volatilità costruendo un'esposizione alle classi di attivi che hanno subito vendite eccessive o che potrebbero aggiungere reddito a un portafoglio diversificato, come per esempio selezionati mercati emergenti e l’iper-venduto mercato del credito statunitense, poiché riteniamo che questo possa generare valore nel lungo termine", dice l'esperto. Come a dire, meglio non farsi prendere dal panico e svendere tutto, anche perché "dal momento che le Banche Centrali, pur rimanendo vigili sulla stabilità finanziaria, stanno progressivamente perdendo efficacia e si stanno riducendo gli strumenti a loro disposizione, non crediamo sia possibile che la loro azione possa produrre gli stessi effetti benefici in termini di contenimento della volatilità degli ultimi cinque anni". 

Secondo il CIO di Pioneer Investments gli investitori dovranno abituarsi, e per molto tempo ancora, agli sbalzi delle borse non solo europee ma anche mondiali "pertanto sarà essenziale prendere in considerazione un orizzonte d'investimento più a lungo termine e rimanere concentrati sulle opportunità orientate al valore. Adottando le opportune misure di gestione del rischio, riteniamo che l'accumulo di classi di attivi che stanno raggiungendo valutazioni interessanti, o che sono in grado di aggiungere valore in termini di reddito, possa essere una opportuna strategia d'investimento per il prossimo futuro. Per esempio, individuiamo alcune opportunità in alcune aree dei mercati del credito, come titoli a breve dei mercati emergenti – soprattutto titoli di alta qualità, in valuta forte; o negli Stati Uniti dove il mercato creditizio sta scontando tassi d'insolvenza estremamente elevati, specialmente nel settore energetico. Nell'universo azionario, stiamo vedendo ampie divergenze tra settori e regioni e favoriamo un approccio altamente selettivo basato sulle valutazioni e sui fondamentali. Le valutazioni azionarie delle economie emergenti sono estremamente basse rispetto ai livelli storici. Questo può rappresentare un'opportunità molto interessante nel lungo termine, soprattutto se affrontata con un approccio graduale e selettivo", spiega Lombardo.

Cina, la più forte preoccupazione

Se negli Stati Uniti la crescita si attesta a livelli discreti, anche se in una prospettiva più a lungo termine la situazione è più incerta, visto che non si intravede nessun miglioramento significativo nella crescita della produttività, l'eperto di Pioneer Investmets sembra più preoccupato per l'economia cinese e gli effetti di contagio del suo processo di transizione. "Ogni brusca decelerazione della Cina sarebbe distruttiva per il commercio mondiale e per la crescita globale, persino nei mercati sviluppati, soprattutto nell'attuale scenario. Anche un crollo della fiducia nel successo della transizione cinese rappresenta un elemento cruciale per la crisi. La percezione di una cattiva gestione del processo, l'incertezza nella gestione delle attese degli investitori, la mancanza di chiarezza e le incongruenze politiche sono risultati chiaramente rischi sostanziali per il contesto attuale, capaci di scatenare deflussi di capitale, perturbare i mercati dei cambi e i prezzi degli attivi".

Per Lombardo però, nonostante alcuni errori, non c'è rischio di inadeguatezza delle autorità cinesi: "il deprezzamento della valuta sarà contenuto, e sempre più spesso osserviamo che la Banca popolare cinese si sta gradualmente orientando verso l'indice trade-weighted piuttosto che la relazione con il dollaro Usa. La Cina possiede ancora risorse per intervenire: riserve valutarie ufficiali per far fronte ai deflussi di capitale e per contenere la svalutazione monetaria e un buon avanzo delle partite correnti. Riconosciamo che tali risorse non sono sempre utilizzate in maniera appropriata e che in un processo di progressivo apprendimento ci possano essere problemi di comunicazione. Questo causerà molta volatilità, ma riteniamo che le autorità siano determinate a superare al meglio il momento critico del processo di transizione".

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