Mercato del credito: siamo di fronte ad una grande opportunità?


Nel 2016 i riflettori sono ancora puntati sulle banche centrali. Mentre ci si aspetta che la BCE e la Banca del Giappone mantengano una politica monetaria accomodante, la traiettoria della Fed e della Banca Popolare Cinese è più incerta. Tra le conseguenze più importanti da considerare emergono il grado di divergenza tra le politiche delle banche centrali o la possibilità che la Fed riduca il suo ciclo di rialzo dei tassi come conseguenza dell’indebolimento delle dinamiche di crescita mondiale e dell’aumento della volatilità nel mercato. Il tutto avrà un inevitabile effetto sul mercato obbligazionario. Per Ian Stealey, "lo scenario attuale, caratterizzato da una crescita lenta, da una bassa inflazione e da politiche altamente accomodanti da parte delle banche centrali di tutto il mondo, continua a favorire questo tipo di asset class, mentre i titoli, sia di investment grade che high yield, risultano sempre più invitanti. La divergenza presente tra le politiche delle banche centrali crea opportunità tra le più interessanti del mercato”, assicura il gestore di JPM Global Bond Opportunities. L’esperto è convinto che il mercato del credito abbia recuperato fascino. 

Alcuni gestori assicurano a Funds People di vedere opportunità molto chiare. È il caso di Richard Ford, gestore del Morgan Stanley Euro Corporate Bond, Ken Leech, gestore del Legg Mason Western Asset Macro Opportunities Bond, Ariel Bezalel, gestore del Jupiter Dynamic Bond o Ludovic Colin, co-manager del Vontobel Fund Bond Global Aggregate. Ognuno scorge delle opportunità e dei rischi. La maggior parte di loro è d’accordo sul fatto che bisogna soffermarsi sulla qualità e sulla liquidità. Mark Kiesel, direttore investimenti del credito di PIMCO e gestore del PIMCO GIS Total Return Bond, crede che “potremmo essere di fronte a un’opportunità unica, dal momento che il credito potrebbe generare rendimenti simili a quelli del mercato azionario, con un terzo o la metà dei livelli di volatilità”. In particolare, dalla SGR sostengono che il debito corporate investment grade potrebbe offrire un rendimento compreso tra il 3 e il 5% nei prossimi dodici mesi. Perché le società di gestione pensano che questo sia un buon momento per il credito? Da PIMCO elencano tre motivi principali: 

1) È probabile che l'espansione economica mantenga livelli di insolvenza bassi.

Secondo quanto spiegano, gli spread creditizi tendono a fare bene in momenti di espansione economica e male in quelli di recessione. Con una crescita mondiale che dalla società sperano raggiunga livelli tra il 2,5% e il 3%, saremmo in un contesto di crescita economica ottimale per il credito. La leva finanziaria per le società investment grade è aumentata negli ultimi anni: le aziende hanno approfittato dei bassi rendimenti degli investment bonds per finanziare fusioni e acquisizioni, mantenere alti i dividendi ed elaborare programmi per riacquistare azioni. Gran parte dell’aumento della leva finanziaria si è verificata nei settori legati alle materie prime, ai prodotti farmaceutici, alle telecomunicazioni e alla tecnologia. Tuttavia, è probabile che diminuisca man mano che la Fed aumenterà i tassi. Le aziende con bassa leva finanziaria hanno aumentato i livelli della stessa ma non si è assistito a un corrispettivo aumento nelle società più indebitate. In altre parole, la leva si è mantenuta e il livello attuale è simile a quello precedente alla crisi.  

2) Tassi di interesse maggiori dovrebbero comprimere gli spread creditizi.

In presenza di tassi più elevati, gli spread creditizi dovrebbero migliorare man mano che l’offerta diminuisce così come anche la domanda degli investitori istituzionali dovrebbe aumentare, secondo quanto indicano da PIMCO. A loro avviso, la presenza di tassi bassi tende a portare a un incremento di nuove emissioni di corporate bond, poiché la aziende cercano di assicurare un finanziamento a basso costo, che è esattamente ciò che è successo nel 2015 con emissioni lorde che hanno raggiunto livelli record di circa 1,3 bilioni di dollari negli USA. Ciò ha portato a un aumento degli spread. Nella SGR credono che i rendimenti più alti delle obbligazioni societarie dovrebbero dar luogo a un cambiamento di strategia di asset allocation dalle azioni ai corporate bond, dato che i rendimenti di questi ultimi saranno più attraenti rispetto al rendimento di cassa nel mercato azionario.

3) I rating di credito sono diventati più attraenti.

Il beneficio principale nella grande quantità di obbligazioni societarie offerte è che gli spread creditizi sono aumentati sensibilmente nella seconda metà del 2015. Come sostengono da PIMCO, siamo ai livelli del 2012, di molto superiori rispetto a quelli normalmente previsti in un momento di espansione economica. Non credono che i livelli di spread siano cresciuti per l’aumento dei rischio di insolvenza in investment grade, dal momento che i CDS, che valutano i costi del rischio di default, non sono cambiati in modo significativo, il che dimostra che l’aumento degli spread dell’investment grade si deve a fattori tecnici. A tal proposito, considerano che gli spread creditizi dovrebbero essere più stretti rispetto a oggi, il che permetterebbe un aumento dei prezzi. 

Quali sono i principali rischi per il credito?

Da PIMCO ne segnalano due. Il primo consisterebbe in un’inflazione a sorpresa. Se l'economia degli Stati Uniti è molto più forte di quello che pensiamo e presenta una pressione salariale importante, l’Europa ne sarà contagiata e se la Cina inizia a riprendersi, la Federal Reserve dovrebbe iniziare ad aumentare i tassi in modo molto aggressivo. Questo non sarebbe un bene per il credito, perché la volatilità aumenterebbe e le azioni si troverebbero sotto pressione, anche se non è il nostro scenario di base". Il secondo rischio è quello di un "atterraggio duro" della Cina. Il che avrebbe ripercussioni molto negative per gli Stati Uniti e per le economie europee, oltre a provocare una maggiore volatilità.
 

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