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Mercati: materie prime e settore finanziario in auge


Stati Uniti, area euro, Paesi emergenti. Il team delle gestioni patrimoniali di Ersel AM prende in esame le tre macro regioni per fare un punto sui mercati, in vista del periodo estivo. Se negli Stati Uniti, non si segnalano novità rilevanti, fatta eccezione per l’ennesima lettura dell’inflazione al di sotto delle attese e il rialzo (già scontato) dei tassi da parte della Fed, il secondo dell’anno, secondo gli esperti “sul fronte politico la testimonianza dell'ex direttore del FBI Comey davanti al Senato si è rivelata meno compromettente per Trump di quanto potenzialmente avrebbe potuto essere”.

Al di qua dell’oceano l’attenzione è tornata a focalizzarsi sulla Gran Bretagna, visto il debole risultato ottenuto dai conservatori di Theresa May. “Questa rinnovata incertezza politica peserà sui negoziati per la Brexit; la sterlina si indebolisce nuovamente”, dicono da Ersel che poi virano sulla riunione di Draghi. La Bce “rivede la forward guidance eliminando il riferimento alla possibilità di tassi più bassi degli attuali; un rialzo non è previsto prima della rimozione dello stimolo monetario. Draghi ha marginalmente migliorato al rialzo le stime di crescita dell'area per il triennio, riducendo contemporaneamente quelle relative all'inflazione, che la BCE vorrebbe invece stabilmente vicino al 2% autosostenuta senza sostegno del QE”.

Più a oriente, occhio anche alla Cina. “I dati import/export cinesi di maggio segnalano una tenuta migliore delle attese, nonostante i prezzi in discesa delle materie prime, la risalita dei tassi sul credito e il raffreddamento dell'immobiliare. Il dato sull'inflazione cinese di maggio si muove perfettamente in linea con le attese, mentre rallentano i prezzi alla produzione”, dicono gli esperti.

Che succede sui mercati?

“Dopo un inizio anno molto positivo il comparto tecnologico americano ha fatto registrare un momento di pausa. A livello di mercato, alla debolezza della tech hanno fatto da contraltare il settore finanziario e quello energetico. Si riapre così il dibattito tra chi sostiene (Robert Shiller) che si sia formata una nuova bolla sul tecnologico, e chi ritiene che le condizioni siano invece difformi da quelle del duemila. Nel complesso, il mercato azionario americano, nonostante i multipli elevati, gode ancora di buona salute e i tassi dei Treasury sono tornati a livello dello scorso inverno poiché sono venute quasi interamente meno le aspettative relative alla contemporanea crescita dell’economia e dell’inflazione (reflation trade) di Trump”.

In Europa invece “l'indice Eurostoxx600 perde marginalmente quota, mentre si registra un forte recupero delle materie prime e del settore finanziario. Il mercato azionario italiano è sceso verso un'importante area di supporto prima di un rapido recupero grazie al settore finanziario. Da sottolineare il rilevante apprezzamento dei governativi italiani e francesi dopo l'importante fine settimana elettorale. Il differenziale di rendimento sui tassi francesi rispetto alla Germania si è riportato verso i minimi dello scorso anno, ben lontano dai livelli toccati in prossimità del primo turno delle presidenziali”.

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