Mercati emergenti, flussi europei da record


In un anno piuttosto difficile per i comparti azionari, gli investitori europei sono tornati a guardare con grande interesse ai mercati emergenti. A settembre i fondi azionari specializzati sui mercati emergenti hanno registrato flussi importanti, con 3,4 miliardi di euro di nuovi asset investiti nei fondi large-cap e 227 milioni nei fondi small/mid-cap. A fine trimestre (30 settembre) i comparti azionari diversificati a livello globale hanno raccolto 10.2 miliardi di euro, un tasso di crescita che non si registrava dal 2012.

È quello che si evince dall’ultimo Morningstar asset flow report che fa il punto sui flussi registrati. Nell’ultimo trimestre, la categoria emergin markets ha infatti raccolto 8,2 miliardi di euro, battendo il record trimestrale registrato nel 2014. Accanto a questo record ottenuto dai fondi emerging in valuta forte, si calcolano 5,1 miliardi di euro investiti nei fondi globali emergenti denominati in valuta locale. 

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 “I mercati emergenti hanno attratto gli investitori europei a un ritmo che non si vedeva da anni”, speiga Matias Möttölä, senior manager research analyst diMorningstar. “L’ultima volta che abbiamo visto flussi di tale portata è stata nel 2012, quando gli investitori erano tornati a guardare agli emerging dopo i timori legati alla crisi dell’Eurozona del 2011. I flussi di quest’anno sono invece dovuti ai forti rendimenti dell’ultimo periodo, alla ripresa delle valute locali e alle più basse valutazioni dei titoli azionari emerging rispetto a quelli dei mercati sviluppati. I comparti emerging stanno anche andando controcorrente alla grande ondata di deflussi dai fondi azionari attivi delle altre categorie. Inoltre, il ritorno sugli emergenti non è limitato ai fondi azionari, ma ha interessato anche quelli obbligazionari”.

I fondi azionari aperti europei a settembre hanno ridotto i deflussi (-1,6 miliardi di euro), ma da inizio anno hanno subito fuoriuscite pari a 71,7 miliardi di euro. Forti dismissioni anche per i fondi gestiti attivamente (- 83,1 miliardi di euro). Al contrario, quelli indicizzati hanno attratto da inizio anno nuovi asset per 11,4 miliardi di euro. Per quanto riguarda le categorie, gli azionari Giappone large cap continuano il trend negativo con otto mesi consecutivi di asset in uscita pari a 8,6 miliardi di euro da inizio anno. Gli investitori infatti si sono mostrati pessimisti sulle prospettive di crescita dell’economia locale dopo l’apprezzamento dello yen e il conseguente pericolo per la competitività degli esportatori giapponesi.

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