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Mercati azionari globali


I mercati azionari globali hanno raggiunto un rendimento del 4% nei primi dieci mesi di volatilità del 2016, con una rotazione settoriale e di Paesi influenzata da una politica monetaria divergente e dalle preoccupazioni geopolitiche. Le elezioni americane sono state un catalizzatore per la volatilità mostrata nella categoria di azioni globali come un preludio della vittoria di Trump e, di conseguenza, gli investitori hanno riposizionato i loro portafogli per allinearsi con le loro potenziali politiche monetarie. Nonostante siano ben valutati, i titoli azionari statunitensi large cap hanno registrato un rally a causa del momentum positivo per entrate, anche se questi hanno sottoperformato rispetto all’omonima categoria a bassa capitalizzazione. A beneficiarne meno, a seguito delle preoccupazioni elettorali, è stato il settore sanitario (con un -7,9% a febbraio 2017), dove il mercato si aspettava un maggior controllo sul prezzo dei farmaci. A febbraio 2017, il rendimento dello S&P 500 era del 5,9%.

Nel terzo trimestre del 2016, l’indice MSCI World ha ottenuto un rendimento del 5%, mentre i titoli azionari globali hanno continuato ad apprezzarsi, guidati da un aumento della propensione al rischio.

Fondi Marchio Funds People
 Robeco QI Global Conservative Eqs  SFP_C
 JOHCM Global Opportunities  SFP_C
 Amundi Fds Eq Glb Conservative  SFP_C
 Pictet Quality Global Equities  SFP_BC
 Fidelity International  SFP_C
 UBS (Lux) SF Equity  SFP_C
 Robeco BP Global Premium Equities  SFP_C
 Candriam Quant Eqs World  SFP_C
 Etica Azionario  SFP_BC
 Schroder ISF QEP Global Quality  SFP_C
 Uni Global Equities World RAC  SFP_C
 SSgA Global Managed Vol Equity SFP_C

 

I settori orientati allo stile value hanno sfruttato invece la reflazione. Il settore dei materiali (9,8%) e quello finanziario (7%) hanno battuto il mercato nel periodo, mentre i settori più strettamente legati al reddito fisso come quello dei beni di consumo non ciclici (-0,5%), delle telecomunicazioni (- 2,3%) e delle utilities (-3,3%) hanno chiuso in negativo, a causa del potenziale aumento dei tassi da parte della Fed, come risultato di un trend positivo nelle aspettative di inflazione.

I mercati emergenti

Finora, quest’anno (dati a fine febbraio), i mercati emergenti hanno segnato un rendimento del 16,6% sul sentiment positivo degli investitori in entrambe le categorie, sia azionaria che obbligazionaria (soprattutto in valuta forte). Le preoccupazioni sollevate a inizio 2016, con il rallentamento della crescita economica globale, il duro atterraggio dell’economia cinese e i disordini politici in Brasile, si sono poi ridotte nel secondo e terzo trimestre dell’anno. In un periodo di riforme economiche in India, l’imputazione di Dilma Rousseff, gli eccessi di capitale e le valutazioni relativamente più economiche hanno attirato l’attenzione degli investitori verso i mercati emergenti.

Il terzo trimestre è stato una continuazione del secondo (fatta eccezione per i massicci deflussi di fine giugno visti gli eventi verificatisi in Europa e nel Regno Unito), in cui i titoli azionari emergenti hanno continuato il loro rally, mentre le preoccupazioni circa il brusco atterraggio della Cina si erano ridotte con i prezzi dell’energia apprezzati a causa della riduzione delle scorte di petrolio. Gli eventi quindi variavano rispetto a inizio anno.

DISTRIBUZIONE PER SETTORE
Fonte Morningstar Direct: distribuzione percentuale per settore. Dati per singolo fondo a dicembre 2016, e dei portafogli a giugno e settembre 2016. Si includono i fondi della categoria EAA OE Global Large-Cap Blend Equity di Morningstar, con rating di Consistenti Funds People.

   GIUGNO 2016  SETTEMBRE 2016
TECNOLOGICO 13,13 14,6
FINANZIARIO 14,81 13,23
SALUTE 14,07 12,95
CONSUMO CICLICO 13,5 12,71
CONSUMO DIFENSIVO 12,08 12,07
INDUSTRIALE 12,06 11,84
MATERIALI 4,5 4,89
ENERGETICO 3,2 3,17
TELECOMUNICAZIONI 3,11 2,84
ALTRI 9,54 11,7

 

In Europa la sensazione era diversa, con deflussi di denaro per gran parte dell’anno, tra i timori circa una hard Brexit e la salute del settore finanziario europeo, in particolare di Deutsche Bank. La performance dell’indice MSCI EMU è stata dello 0,31% fino alla fine di ottobre.

I trend dei titoli azionari globali hanno favorito il segmento value (MSCI World Value con un 6,4%) a scapito del segmento growth (MSCI World Growth con l’1,7%), e sono le imprese di piccole dimensioni (5,4% nell’MSCI World Small Cap) che hanno battuto quelle più grandi (MSCI World con un 4%).

Le aziende di alta qualità (MSCI World Quality, 2,4%) hanno relativamente combattuto contro strategie volte al reddito (MSCI World High Dividend Yield, 7,2%). Con gli investitori incoraggiati dalle iniziative fiscali di Trump, tendenti ad una riduzione delle imposte, le opzioni di reflazione hanno ottenuto momentum, visto l’aumento delle aspettative d'inflazione.

I fondi nel radar

L’MFS Global Concentrated Equity è una strategia di convinzione che riunisce le 20-30 migliori idee con uno stile GARP (growth ad un prezzo ragionevole). In MFS credono  infatti che le aziende con  crescita e con rendimenti sostenibili superiori alla media, e senza aspettative riflesse nella sua valutazione, siano quelle che battono il mercato nel lungo periodo. Il fondo ha una propensione per le società ad alta capitalizzazione e non segue l’indice, né per Paese, né per settore o valuta. Nel lungo termine, il comportamento mostrato è stato solido. A volte ha subito nel breve termine, soprattutto nel mercato guidato dal momentum o quando la propensione al rischio degli investitori è stata eccessivamente elevata.

DISTRIBUZIONE PER PAESE
Fonte Morningstar Direct: distribuzione percentuale per Paese.Dati per singolo fondo a dicembre 2016, e dei portafogli a giugno e settembre 2016. Si includono i fondi della categoria EAA OE Global Large-Cap Blend Equity di Morningstar, con rating di Consistenti Funds People.

   GIUGNO 2016   SETTEMBRE 2016
USA 50,46 48,85
GIAPPONE 8,06 9,42
UK 6,02 5,26
SVIZZERA 4,22 4,39
FRANCIA 3,06 3,38
OLANDA 3,21 3,27
CANADA 1,8 2,23
GERMANIA 2,14 2,23
COREA DEL SUD 1,13 1,48
ITALIA 1 0,91
SINGAPORE 0,98 0,95
HONG KONG 0,86 0,89
DANIMARCA 0,79 0,86
IRLANDA 0,77 0,79
FINLANDIA 0,5 0,74
AUSTRALIA 0,5 0,54
TAIWAN 0,32 0,52
CINA 0,36 0,46
ISRAELE 0,38 0,36
NUOVA ZELANDA 0,25 0,27
PORTOGALLO 0,28 0,23
MALESIA 4,71 0,16
ALTRI 8,2 11,81

 

Il Robeco BP Global Premium Equities è un fondo che investe in azioni di società con qualsiasi capitalizzazione di mercato, con un portafoglio composto tra le 70 e le 135 posizioni, che non segue il benchmark. Christopher Hart è stato il gestore di questo prodotto dal 2008, supportato da un team  di 20 analisti di Boston Partners, una divisione di Robeco Investment Management. Il team utilizza l’analisi fondamentale per ottenere ritorni attraverso appunto i fondamentali, attenta valutazione, il momentum, in un universo d'investimento filtrato per strumenti quantitativi.

Il First Eagle Amundi International investe in aziende globali utilizzando una mentalità che punta alla preservazione del capitale e del rendimento assoluto. Il team di gestione evidenzia i criteri di valutazione, al fine di identificare le società che sono quotate meno rispetto al loro valore intrinseco. Il portafoglio finale è diversificato e possiede tra le 120 e le 160 posizioni. È gestito da First Eagle, un asset manager con sede a New York. Il fondo tende a sovraperformare il mercato in periodi di bear-markets.

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