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Matterhorn, l’unico fondo hedge italiano che ha raddoppiato il suo valore dalla nascita


Una performance del 105% in 10 anni* e un rendimento quasi tre volte maggiore rispetto all’indice EurekaHedge (37,2%) rappresentativo dei prodotti azionari L/S europei. Sono queste le cifre del Matterhorn, fondo flaghship -insieme all’Eiger- della società di gestione indipendente 8a+. Dire che il fondo abbia raggiunto il suo obiettivo di perseguire nel lungo periodo performance superiori a quelle generate da investimenti azionari tradizionali potrebbe sembrare riduttivo. Il gestore Andrea Pastorelli sottolinea che “che tra i tanti fondi hedge di diritto italiano, il Matterhorn è il primo ad aver raddoppiato la sua performance dal suo lancio sul mercato e ha sfondato quota un milione nel corso di quest’estate”. Il fondo, un long/short caratterizzato da un bias long che investe prevalentemente in azioni di area euro, ha un’esposizione complessiva, anche all’uso della leva, generata da una componente lunga, che tendenzialmente varia tra il 140% e il 170% del patrimonio, contrapposta a una componente corta (vendite di futures sull’indice Eurostoxx 50) in misura variabile tra 50% e 100%. “Questo nel tempo ci ha permesso di sovraperformare in maniera netta i mercati azionari europei e anche la categoria dei fondi hedge”.

Portafogli concentrati per massimizzare i rendimenti

Con Latemar e Eiger, gli altri prodotti direzionali con focus su area euro di 8a+, Matterhorn condivide la filosofía di gestione: portafogli concentrati su un numero limitato di titoli, selezionati in modo dinamico a seconda delle tendenze che guidano i mercati. “Facciamo della concentrazione l’elemento chiave del nostro processo di investimento”, spiega Pastorelli. E continua. "Questo è una condizione che ci posiziona ‘forzatamente’ tra i gestori attivi". Si tratta di portafogli composti da una 20ina di titoli (qualcuno in più nel caso del Matterhorn) quindi con pesi rilevanti per ciascuna posizione. “Riteniamo che questa filosofia di gestione sia nel tempo assolutamente premiante, sebbene possa incorrere in fasi di drowdown temporanei, perchè forza il gestore a prestare la massima attenzione ai titoli in portafoglio  e di conseguenza evita la dispersione delle energie gestionali in altre parti del processo di investimento che non sono altrettanto rilevanti”.

Ma come si arriva a comporre il portafoglio? “È un mix di analisi di mercato e analisi fondamentale, anche se non abbiamo mai fatto prevalere le valutazioni o l’analisi fondamentale perchè l’esperienza ci ha insegnato che non esiste una chiave di lettura univoca per i mercati, ma essi seguono tendenze e approcci valutativi diversi nel corso del tempo, a seconda dello scenario che si presenta. In altre parole, non prescindiamo assolutamente dalle valutazioni dei titoli, che osserviamo con attenzione. Ma nemmeno tralasciamo l’osservazione dei prezzi e diamo rilevanza a ciò che il mercato in una certa fase esprime. All’interno di questo, a volte prendiamo anche posizioni contrarian, perchè riteniamo che molto spesso sul mercato si creino dei disallineamenti valutativi tra settori e tra titoli e ci piace puntare sul riallineamenteo di queste tendenze, anche nel breve periodo, per massimizzare la generazione di alfa dei nostri prodotti, aggiunge ancora il gestore.  Tutto ciò premesso, “perchè l’investitore possa trarre il massimo vantaggio dalla sottoscrizione di 8a+ Matterhorn, è necessario prevedere un adeguato orizzontale temporale e l’accettazione di volatilità infraperiodo”, conclude Pastorelli.

*Dati a 10 anni dal 31 agosto 2007 al 31 agosto 2017.

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