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Marasciulo (Pioneer): “Il maggior driver di inflazione sarà una politica fiscale più proattiva”


Negli ultimi mesi l'inflazione ha iniziato a crescere nei mercati sviluppati. Tra i vari fattori alla base di questo nuovo scenario inflattivo, quello di maggior impatto “è il cambiamento di paradigma dal dominio della Banca centrale ad una politica fiscale più proattiva”, afferma Cosimo Marasciulo, head of fixed income di Pioneer Investments in un recente post. “Siamo ad un punto in cui le Banche centrali stanno gradualmente facendo passi indietro dall’essere il motore per la potenziale crescita/inflazione e stanno ora lasciando spazio ai governi di intervenire, evitando in questo modo quella che per noi è stata una grande preoccupazione nel corso degli ultimi anni: l'egemonia delle loro politiche”.

Con le politiche fiscali che stanno diventando stimolanti nei mercati più sviluppati, in particolare con l'impegno di Donald Trump per un forte impulso fiscale, "ci aspettiamo un quadro politico macro più favorevole ed equilibrato, che potrebbe portare a più alte aspettative di inflazione e ad una graduale normalizzazione delle curve dei rendimenti".

Allontanandosi da uno scenario di inflazione bassissima/prossima allo zero, o addirittura di deflazione in Europa e in Giappone, e muovendosi verso una situazione di inflazione più benigna, cambiano le prospettive per gli investitori obbligazionari. “Con i tassi di interesse così bassi, anche una successiva ripresa dell'inflazione potrebbe facilmente spingere i rendimenti dei bond in territorio negativo. Nei prossimi mesi, credo, sarà fondamentale per gli investitori costruire portafogli obbligazionari che mirino ad essere resilenti in uno scenario di inflazione crescente”, spiega Marasciulo. Su questo aspetto, “la prima opportunità che gli investitori dovrebbero valutare nei loro portafogli sono gli short duration bonds. Negli USA vediamo più spazio che la parte media della curva possa ridursi, in quanto gli investitori potrebbero iniziare a incorporare aspettative di ulteriori rialzi dei tassi una volta materializzatosi il prossimo rialzo. Nell’Eurozona ci aspettiamo qualche irripidimento delle curve di rendimento, come le più elevate aspettative di inflazione saranno gradualmente inserite nei long-term yields".

"Tuttavia, questa tendenza non sarà semplice", avverte l'esperto. "Il rischio politico e il flusso di notizie probabilmente continueranno a dominare i mercati nei prossimi mesi, modificando temporaneamente la forma delle curve dei rendimenti". Nell'Eurozona, un elemento chiave da tenere sott’occhio, a questo proposito, è il ciclo elettorale (in particolare le elezioni francesi); negli Stati Uniti è l'attuazione delle politiche di Trump; nel Regno Unito è il ‘come’ e ‘quando’ si verificherà la Brexit; e in Giappone è l'efficacia degli stimoli fiscali di Abe.

Nell'attuale costesto di crescente inflazione, un'altra buona opzione per gli investitori potrebbero essere le obbligazioni inflation-linked, "che riteniamo essere una opportunità globale per il 2017 in quanto sono in grado di offrire una copertura contro l'inflazione".

Il nuovo scenario di reflazione rappresenterà una vera sfida per il reddito fisso tradizionale. Tuttavia, "vediamo ancora opportunità per gli investitori obbligazionari attivi, in grado di valutare l'evoluzione di questo scenario di mercato, e i suoi rischi, e un approccio dinamico nella gestione dei loro portafogli. Irrigidimento della curva dei rendimenti,  obbligazioni short e inflation-linked sono le nostre idee di investimento per la navigazione di questo nuovo paesaggio nel 2017”, conclude Marasciulo.

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