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Mappa mondiale della distribuzione


La società di consulenza EY (Ernst & Young) ha elaborato una mappa mondiale del ranking delle società di asset management che operano nel business globale della distribuzione di fondi aperti, considerando i prodotti commercializzati sia a livello nazionale che internazionale. In questo modo è possibile sapere a colpo d’occhio quali entità sono cresciute maggiormente per patrimonio nel 2015, qual è la loro posizione nel mercato e in quanti Paesi distribuiscono i loro prodotti. 

Alla fine di dicembre dello scorso anno il volume gestito globalmente in fondi aperti ammontava a 27,7 miliardi di dollari, un 35% gestito dalle società della top 10. 

Dominano quest’ultima le società statunitensi. Vanguard, specializzata in prodotti di gestione passiva, apre il ranking per volume gestito con circa 2,7 miliardi di dollari, che costituiscono una quota di mercato pari al 10% del totale mondiale.  Seguono Fidelity con quasi 1,9 miliardi di dollari e Capital con 1,2 miliardi. Al di sotto del miliardo (ma più su della metà) troviamo JP Morgan, BlackRock, Franklin Templeton e T. Rowe Price.

Completano la top ten, collocandosi però già sotto il mezzo miliardo di dollari gestito, Goldman Sachs, PIMCO e BNY Mellon. Sette di queste compagnie si dedicano esclusivamente al risparmio gestito e tre fanno parte di gruppi finanziari con molteplici attività. Le dieci SGR successive rappresentano complessivamente un 10% della quota di mercato globale, per un totale di circa 2,7 miliardi di dollari e tra queste emerge già una certa diversità geografica. Tre sono statunitensi, la texana Dimensional insieme alla Federated (con sede a Pittsburgh) e Legg Mason, a Baltimora. Ma ci sono anche due francesi - Amundi e Natixis – e due svizzere, Credit Suisse e UBS. 

Integrano la top 20 la tedesca Deutsche Bank, la britannica Invesco e la italo-spagnola Pioneer-Santander (ancora in fase di autorizzazione dell’operazione). Sono presenti sei compagnie che si occupano esclusivamente di gestione e quattro legate a gruppi finanziari. Considerando le successive 30 società per volume, la top 50 gestisce il 62% del totale degli asset. In questo elenco predominano le statunitensi e le britanniche ma vi è anche una piccola rappresentanza brasiliana (BB, Itaú), italiana (Eurizon) e cinese (Tianhong).

Crescita

Tra le 50 società di gestione più grandi al mondo, quelle che sono cresciute maggiormente nel 2015 non fanno parte né della top 10 né della top 20: si tratta della cinese Tianhong e dell’italiana Eurizon, che hanno sperimentato un incremento dei rispettivi asset superiore al 12% durante lo scorso anno. Tra un 9% e un 12% si è aggirata, invece, la crescita di altre due società assenti dalla top 20, Nordea e State Street. Seguono, con un aumento di asset tra il 6% e il 9%, Vanguard (tra le top ten), Dimensional (tra le top 20), Itaú, Manulife, Morgan Stanley e Union Investment.

Sull’altro piatto della bilancia troviamo, invece, le società che hanno perso di più. Le perdite di Franklin Templeton e BNY Mellon oscillano tra il 6% e il 9%. Più di un 9% ma meno del 12% sono scesi gli asset di Legg Mason e di Aberdeen mentre quella ad aver perso di più in assoluto tra le top 50, con una caduta superiore al 12%, è stata PIMCO. 

Se Vanguard e PIMCO si collocano agli estremi della top ten, Capital, Fidelity, JP Morgan e T. Rowe Price occupano un terreno intermedio con una crescita moderata che oscilla tra lo 0% e il 3%. 

Mercati

Nella top 50 sono presenti due società che commercializzano i propri prodotti in più di 50 Paesi e sono la britannica HSBC e la statunitense Fidelity. I fondi di BNP Paribas, JP Morgan, Franklin Templeton e BlackRock sono acquistabili in più di 40 Paesi e in altri 30 circa vengono distribuiti quelli di Aberdeen, UBS, Allianz, Santander Pioneer, Schroders, Deutsche Bank, Legg Mason, Invesco e BNY Mellon.

Le società di gestione della top 50 con minor presenza internazionale, e i cui prodotti sono distribuiti in meno di dieci mercati, sono (in ordine crescente): Schwab, Dodge&Cox, BBDVTM, Tianhong, Mass Mutual, Itau, American Century, Lord Abbett, Prudential, SEI e Dimensional. Le SGR della top 10 che hanno meno presenza in altri mercati sono Capital, che distribuisce i suoi fondi in meno di 30, e T. Rowe Price e Vanguard, presenti in meno di 20. 

Mappa

Volendo disegnare l’identikit delle SGR più importanti per volume gestito, le principali caratteristiche sarebbero la nazionalità statunitense, la dedizione esclusiva alla gestione e la presenza in almeno 30 mercati. 

Sebbene la gestione attiva continui a dominare il volume totale, non bisogna dimenticare che la prima e la quarta società per volume gestito, Vanguard e BlackRock, si dedicano esclusivamente o comunque in modo significativo alla gestione passiva attraverso gli ETF. Stando all’inizio di questo 2016, sarà interessante vedere come la gestione passiva supererà la tempesta o se società come PIMCO, più orientate all’obbligazionario, riusciranno a crescere in questo scenario di volatilità per il mercato azionario. 

 

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