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Mainò (Consultique): “Il vero cambiamento di MiFID II sarà istituzionalizzare la consulenza indipendente”


Mancano ormai pochi mesi alla fatidica data che segnerà definitivamente l’entrata in vigore della direttiva MiFID II (3 gennaio 2018) e con l’avvicinarsi di essa si intensificano i dibattiti su quelli che saranno gli effettivi impatti che interesseranno la consulenza e il mercato dei fondi nel nostro Paese. Se da un lato è vero che la complessità operativa introdotta dalla normativa porterà le reti distributive e le banche a focalizzarsi sul collocamento di un numero minore di case prodotto e asset manager (con una scelta potenzialmente più limitata per gli investitori), dall’altro è ormai chiaro che le grosse reti resteranno fedeli alla consulenza non indipendente

Ne è convinto Luca Mainò, cofondatore e direttore commerciale di Consultique SpA, che poi aggiunge: “In questo modo verrà lasciato campo libero a consulenti indipendenti e società fee only per la prestazione della consulenza remunerata solo a parcella”, modello che l’entità abbraccia da tempo e sta portando a conoscenza degli addetti ai lavori e dei molti clienti, anche istituzionali. Secondo l’esperto, la vera novità cui assisteremo in Italia sarà proprio l’istituzionalizzazione della consulenza indipendente svolta da professionisti e società strutturalmente indipendenti e slegati dal sistema della distribuzione.

“Nei confronti del mondo del fee only riscontriamo un atteggiamento positivo”, prosegue il cofondatore di Consultique. Ogni giorno la società interagisce con una pluralità di intermediari e non può far a meno di constatare come sempre più istituti di credito si soffermino sul capire quali sono e quanto devono realmente costare i servizi e i prodotti per i clienti dei consulenti indipendenti. “È questa la strada giusta che i soggetti abilitati devono percorrere”.

Anche sul fronte della domanda il cambiamento è già da tempo tangibile. “Negli ultimi anni abbiamo registrato una sensibile crescita grazie anche al fatto che alcune reti di promotori hanno spinto per il contratto di consulenza a parcella, contribuendo a creare un mercato”. Una domanda che Mainò sostiene essere sempre più consapevole e attenta. “L’investitore cerca più trasparenza ed efficienza nella gestione del proprio patrimonio, vuole vederci chiaro”.

Prima di congedarsi, infine, l’esperto non nasconde il suo ottimismo verso il futuro: “Penso che col tempo si arriverà alla situazione ideale per ogni cliente: poter negoziare qualsiasi strumento finanziario ovunque ci si trovi, al prezzo adeguato e con i costi corretti, avendo a disposizione servizi di analisi, ricerca e consulenza indipendente con onorari sostenibili”, conclude.

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