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M&G, il 2015 è ancora l’anno del multiasset


M&G continua a scommettere sul multiasset (tanto che il team dedicato a questa strategia gestisce 3,7 miliardi di sterline) e, in Italia, lo fa attraverso due fondi: l’M&G Income Allocation fund e l’M&G Dynamic Allocation Fund. A raccontare obiettivi di raccolta e le strategie sul futuro è Andrea Orsi, associate director di M&G Investments incontrato a margine dell’evento romano Consulentia 2015.

Come sarà questo 2015?

Nel 2015 confermiamo la rilevanza del multiasset che consideriamo una delle migliori strategie da offrire ai clienti finali. Questo sarà un anno volatile e questo tipo di approccio continuerà a dirsi vincente.

Su cosa puntate?

Puntiamo sull’Income Allocation progettato per distribuire un flusso di reddito mensile appetibile che possa aumentare nel tempo e, contemporaneamente, punta ad accrescere il capitale e a gestire la volatilità nel lungo periodo. Il gestore del fondo mira a conseguire un rendimento del 4% p.a. distribuito mensilmente, una crescita del capitale del 2-4% p.a. in un’ottica di lungo periodo, una volatilità compresa fra il 4% e il 10% per anno nel medio periodo.

E poi?

Sul Dynamic Allocation che investe senza alcuna costrizione geografica in una gamma diversificata di asset quali azioni, obbligazioni e valute estere. Questo approccio mira a generare una performance positiva tra il 5 e il 10% annuo in un periodo di tre anni con una volatilità annua del 5-12%, anche se il raggiungimento di questo obiettivo non è garantito, ed è possibile che non si riesca a recuperare l’importo originariamente investito.

Qual è la vostra visione sui mercati oggi?

Pensiamo che l’azionario Usa sia caro, tanto più in un contesto di tassi al rialzo. Sulla parte obbligazionaria, è andata molto bene quella del credito, tra high yield e investment grade. Avere un approccio multiasset consente di combinare i benefici della parte azionaria che distribuisce il dividendo con benefici di quella obbligazionaria come il fatto di avere un flusso di reddito periodico e definito. Mitiga il rischio intrinseco delle classi di investimento prese a sé stanti.

E l’azionario Europa?

È molto più a sconto rispetto a quello americano. Siamo positivi anche se molto selettivi sulla parte emergente. Il nostro approccio distintivo è che non facciamo previsioni. I fund manager analizzano la valutazione delle diverse asset class rispetto a un fair value. Inoltre, nel team multiasset abbiamo anche un approccio legato alla finanza comportamentale nel senso che si cercano di capire le oscillazioni dei mercati e da cosa possono essere influenzate.

Quanto ai costi?

Non abbiamo nella gamma multiasset la management fee di performance. 

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