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M&G, fondi e strategie di gestione a confronto


Reddito fisso o multi-asset? In M&G Investments ce n'è per tutti i gusti. Dall'Optimal Income Fund,  fondo obbligazionario specializzato altamente flessibile, fino alla gamma multi-asset che arriva al Dynamic Allocation, passando per il nuovo Prudent Allocation. Richard Woolnough e Juan Nevado, due fra i gestori di fondi più conosciuti in Europa,  hanno illustrato ognuno la propria view, in occasione della seconda edizione dell’Annual Conference della casa di gestione internazionale M&G Investments. In particolare, Richard Woolnough,  gestore di M&G Optimal Income, best seller in Europa, ha discusso  della sua strategia nell’obbligazionario flessibile, mentre  Juan  Nevado,  co-gestore  dei fondi Dynamic Allocation e  Prudent  Allocation, ha parlato delle opportunità che si presentano con i fondi multi-asset. In M&G non c'è un comitato di investimenti, per cui ogni gestore fa quello che ritiene più opportuno, sulla base dei propri obiettivi e della propria esperienza. 

Ecco i tre fondi a confronto e i suggerimenti dei due esperti per gestire  al meglio le aspettative dei clienti. 

M&G Optimal Income Fund
Il fondo è gestito dal giorno del lancio (dicembre 2006 per la classe in sterline e aprile 2007  per quella in euro) da Richard Woolnough, che vanta  piú di 28 anni d’esperienza in ambito obbligazionario. E  in un contesto - come quello attuale -  dove la classe obbligazionaria può, in termini di redditività attesa, soffrire di un possibile aumento dei tassi, l'esperienza del gestore può fare la differenza. Il fondo, che ha raggiunto una dimensione di 33,8 miliardi di euro, è stato censito  da  Morningstar  nell'ambito dei “bilanciati prudenti” semplicemente per la possibilità di investire nell'azionario in un range  compreso tra lo 0 e il 20%. Ma, per la modalità adottata da Woolnough sull'azionario, tutto è meno che un bilanciato prudente. Bisogna, quindi,  avere ben in mente, quando si confronta la performance,  l'approccio value all'asset class obbligazionaria completamente flessibile: rimane, infatti, esclusivamente  un fondo obbligazionario globale flessibile puro. 

In termini di performance ha un track record eccezionale: dal lancio ha saputo sovraperformare tutte le classi obbligazionarie del mercato in cui è andato a investire. Nel primo trimestre 2015, il rendimento totale al lordo delle commissioni è  dell'1,9%.  “M&G Optimal Income Fund deve il suo nome all’obiettivo che è quello di acquistare asset in grado di generare il flusso di reddito ottimale”, spiega  Woolnough, che poi ricorda che una volta le obbligazioni erano in grado di ripagare in termini di rendimenti, mentre ora non è più così, e che l'approccio che viene adottato è un approccio macroeconomico top-down (che consiste nell'adozione di un metodo di analisi che parte dall’alto, dove quindi le migliori opportunità di investimento vengono individuate analizzando prima la situazione macroeconomica dei vari paesi,  poi   quella dei vari settori industriali e infine quella delle singole società). “La prima cosa che pensiamo è alla duration, dove vanno i tassi di interesse, poi grazie a un approccio flessibile possiamo scegliere tra bond governativi, corporate, ma anche derivati etc”, prosegue il gestore, che ritiene che “in questo momento ci troviamo in una situazione caratterizzata da tassi troppo bassi che devono quindi risalire”, e parla di una “economia USA forte, e non in ginocchio” e di una “Fed eccessivamente prudente”.

Ma in questo momento di tassi bassissimi, cosa cosa si può fare? “Da un confronto degli spread e dei rendimenti sugli indici investment grade, troviamo più valore nel credito britannico e statunitense, dove l'economia è più in salute”, risponde il gestore, che aggiunge che “ora il fondo è basso di duration”.  Woolnough predilige, infatti, una duration breve (2-3 anni) e una bassa qualità del credito (BBB). Al momento, la ripartizione delle attività vede il 58,8% investito in obbligazioni investment grade,  il 28,7% in bond high yield, il 23,8% in titoli di Stato, l'1,8% in liquidità, lo 0,9% in obbligazioni non governative senza rating e solo lo 0,5% in titoli azionari (nonostante il fondo possa investire tra lo 0 e il 20% in equity).  “Si tratta del livello più basso di tutti gli 8 anni di gestione del fondo”, precisa  Woolnough. Quanto al rendimento atteso per il 2015, si stima che in un contesto invariato di spread di credito e di titoli di Stato, il fondo possa fruttare tra il 2,5 e il 3%. 

La gamma multi asset

Per  coloro che desiderano rimanere investiti esclusivamente in un fondo obbligazionario, M&G Optimal Income Fund è perfetto. Ma se il rendimento atteso di questo fondo non fosse soddisfacente o per chi ha il desiderio e la disponibilità di assumere maggior rischio, ecco che si apre tutto l'approccio flessibile di M&G nell'ambito dei multi asset. La gamma, in ordine di rischio crescente, prevede: Prudent Allocation, Income Allocation e Dynamic Allocation. 

M&G Prudent Allocation Fund: è l'ultimo arrivato, si è dato come obiettivi quello di conseguire una performance tra il 3 e il 6% annuo, con una volatilità compresa tra il 3 e il 7% nel medio termine. La gestione è stata affidata a Juan Nevado, che già gestisce il fondo Dynamic Allocation. Si tratta di un fondo pensato per investitori alla ricerca di un approccio prudente alla crescita del capitale, che desiderano limitare l’esposizione azionaria per gestire la volatilità.  Non a caso, l'investimento in azioni va da un minimo di 0 a un massimo del 35% del patrimonio complessivo.

M&G Income Allocation Fund: il fondo, gestito da Steven Andrew, mira a generare reddito tenendo la volatilità sotto controllo, e ha un obiettivo di performance stimato del 4%,  con una crescita del capitale del 2-4%  in un’ottica di  lungo periodo. Attualmente, l'allocazione del portafoglio vede oltre il 45% investito in azioni, anche se il fondo può arrivare da un minimo del 10 a un massimo del 50%. 

M&G Dynamic Allocation Fund: un po' più aggressivo, gestito da Juan  Nevado,  da oltre 5 anni. Obiettivi di performance compresi  fra il 5% e il 10% annuo, con una volatilità che è circa la metà dei mercati azionari, tra il 5 e il 12%, e che al momento è investito per circa il 45% in azioni, avendo una forchetta del 20-60%. Esiste dal 2009 e sono oltre 2 miliardi gli asset oggi in gestione. “Siamo scettici nei confronti del potere delle previsioni, un approccio previsionale è pericoloso”, spiega Nevado, che ricorda come spesso le previsioni degli economisti  non si siano verificate. Così, partendo dall'analisi strategica, Nevado va poi a sfruttare la volatilità comportamentale, per arrivare alla costruzione del portafoglio. “Cerchiamo sempre di capire la componente comportamentale della volatilità di mercato”, conferma il gestore, che poi dichiara che la selezione e l'allocazione dinamica tra le asset class sono i principali fattori di performance e che il mercato azionario offre rendimenti interessanti rispetto al reddito fisso. “Vediamo un potenziale più ampio in Europa rispetto agli Stati Uniti. Nel vecchio continente c'è un grosso gap da colmare, inoltre non c'è il rischio di un possibile rialzo dei tassi di interesse”, precisa Nevado, che interpellato sui settori in cui investire, conclude dicendo: “Mi piacciono le large cap e in particolare i finanziari, che sono ciclici, e i tecnologici”. 
 

 


 

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