Le valute europee nuovo rifugio?


Avversione al rischio e ricerca di rifugi. Rifugi sicuri. Rifugi sicuri. Questo è quello che sta accadendo sui mercati, dopo l’ennesimo tonfo dei listini cinesi, che ha portato all’estensione del panico anche agli emergenti e alle borse americane. Tanto che nella giornata di lunedì si è avuta la grande correzione, una vera e propria tempesta sui mercati in quest’apertura di settimana. I listini europei hanno chiuso in profondo rosso con la peggior seduta borsistica dal 2008. "Quanto sta succedendo rappresenta a nostro avviso la bussola in grado di fornire la lettura del mercato attuale. Di fronte infatti ad una Fed che ha lasciato intendere delle perplessità circa un rialzo dei tassi a settembre, i listini avrebbero potuto cercare dei nuovi massimi, prima di procedere con potenziali riallocazioni di parte dei capitali messi a rischio sulle borse sugli obbligazionari", commenta Matteo Paganini, Chief Analyst Fxcm Italia.

E spiega: "il fatto che le borse USA invece siano scese in maniera importante, in concomitanza di vendite che hanno colpito i listini mondiali, con l’oro che è andato a riportarsi intorno ai 1.170 dollari al barile (l’unico scenario che si sarebbe rivelato supportivo per l’oro sarebbe stato proprio quello di vendite generalizzate sui listini) ci conferma lo scenario di pesante avversione al rischio, una conferma avvalorata anche dalle decorrelazioni avvenute sul mercato valutario".

Il mercato infatti non si sta dimostrando dollaro centrico, in quanto se così fosse stato "avremmo avuto dei probabili flussi di capitali in acquisto generalizzato sul dollaro (contro tutte le altre valute), il che avrebbe messo in difficoltà gli USA e le proprie politiche di normalizzazione di politiche monetarie". Il mercato ha dunque preferito diversificare gli acquisti di valute rifugio (fino ad ora soltanto lo yen, sul quale si è preferito non concentrare tutti gli acquisti a causa del pericolo di contagio cinese) prediligendo le europee (euro, sterlina e franco) mentre ha acquistato dollari contro le commodity currencies, in sofferenza anche a causa della pesantezza sulle materie prime. "I risultati, soprattutto sul fronte australiano e neozelandese, non si sono fatti attendere con movimenti di ribasso di oltre 200 punti nel giro di pochi minuti a causa di stop colpiti (la maggior parte dei trader retail risultava posizionata in acquisto su tali divise, al contrario di noi e degli istituzionali, dati recuperati dallo Speculative Sentiment Index di FXCM, un indicatore proprietario di sentiment)", precisa l'esperto. 

E conclude: "sul fronte euro abbiamo assistito ad un movimento che ha portato da 1.1500 a 1.1720 nel corso della giornata, con uno yen in forte rivalutazione contro il dollaro. L’entità dei movimenti è dovuta anche al fatto che i mercati risultano ancora caratterizzati da liquidità estiva e da presenza di forti stop loss, oggi colpiti”.

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