Le tendenze settoriali del Medio Oriente


L’economia del Medio Oriente è intuibilmente incentrata sulla produzione petrolifera. Secondo i dati rilasciati dalla Federal Competitiveness and Statistics Authority dei Paesi dell’area EAU, la crescita economica della regione prevede un calo al 2% nel 2017, a fronte di una crescita reale del 3% del 2016. A tal proposito, l’istituzione bancaria leader nella regione degli Emirati Arabi, Emirates NDB, ha affermato di aver visto le sue previsioni di crescita del PIL reale del 2017 in UAE intorno al 2%, rispetto al 3,4% precedente alla decisione dell’OPEC del maggio scorso, per estendere i margini di produzione entro marzo 2018, il che significa che la produzione del greggio dell'area diminuirà sensibilmente.

I settori negli Emirati Arabi

Secondo l’istituzione, nel 2017, la sua aspettativa per un rimbalzo nei settori negli Emirati Arabi non legati al petrolio rimane invariata. Le cifre relative al 2016 evidenziate dalla banca sull’industria estrattiva, riguardante petrolio e gas naturale, sono aumentate del 3,8%, rispetto ai settori non petroliferi, cresciuti del 2,7% nello stesso anno. Data la volatilità dei prezzi dell’oro nero, il più grande contributo della crescita complessiva della regione è stato dato proprio dai segmenti che con il greggio hanno poco a che fare, come lo storage e il trasporto, che sono aumentati del 7,4% su base annua. Il manifatturiero e quello della costruzione sono stati gli altri settori chiave che hanno contribuito alla crescita, rispettivamente del 6% e del 3%.

Il settore del wholesale e del retail, che insieme rappresentano oltre il 10% del PIL totale, sono aumentati solo dello 0,5% in termini reali nel 2016, anche se questo ha comunque rappresentato un miglioramento rispetto al 2015. Infine, secondo il report, solo due settori si sono contratti lo scorso anno, ovvero quello delle attività finanziarie e assicurative (giù del -2,7%) e della pubblica amministrazione, difesa e sicurezza sociale (in calo del -0,3%), a causa dal rallentamento della crescita del credito nel settore privato e della frenata della spesa del governo dati i minori ricavi petroliferi.

I prezzi dell’oro nero

Tornando ai prezzi del petrolio, Chris Iggo, CIO obbligazionario di AXA Investment Managers, pone molta attenzione sulle future dinamiche della commodity, sostenendo che, “il petrolio è sceso ancora molto e, a nostro giudizio, questo andamento riflette l’incapacità dei produttori di controllare l’offerta globale, poiché la domanda è rimasta piuttosto stabile. Il calo del prezzo del petrolio riduce le prospettive inflazionistiche nel breve termine, ma può essere un problema per le imprese e i Paesi produttori. Negli ultimi giorni ho notato una certa debolezza nelle valute dei Paesi emergenti produttori di materie prime e nel mercato high yield USA. Oggi i mercati hanno appena iniziato a reagire alla flessione del prezzo del petrolio, e se questo scenderà sotto i 40 dollari al barile, potrebbe provocare una correzione a breve termine sui mercati”.

Per Alessandro Allegri, AD di Ambrosetti Asset Management SIM, le attese sulle materie prime sono divergenti, e in particolare il probabile assestamento di valore del petrolio è, a detta dell’esperto, da intendere come preludio a nuovi possibili apprezzamenti.

Il fondo azionario Africa e Medio Oriente con rating Consistente Funds People

L’unico fondo azionario Africa e Medio Oriente con marchio Funds People 2017 è il Consistente Schroder International Selection Fund Middle East (YTD del +2,73%), un mid cap blend con patrimonio totale pari a circa 105 milioni di dollari, che mira a conseguire una crescita del valore del capitale, investendo almeno due terzi del proprio patrimonio in azioni di società del Medio Oriente (il 52,13% del capitale), compresi i mercati emergenti del Mediterraneo e l'Africa settentrionale. Generalmente, il fondo detiene dalle 30 alle 70 società, può utilizzare derivati al fine di generare guadagni d’investimento, ridurre il rischio o gestire il portafoglio in modo più efficiente. Il team di gestione gestisce il comparto con un indice combinato, composto dall’MSCI Arabian Markets and Turkey with Saudi Arabia Domestic Capped at 20%, investendo su base discrezionale, non vincolato ad investire esclusivamente in base alla composizione di questo benchmark. A livello settoriale, il settore che vede una maggiore quota patrimoniale investita è quello finanziario con il 37,88% del capitale, seguito da quello immobiliare (16,99%) e della comunicazione (14,32%).

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