Le 'STAR' del mercato italiano


Come di consueto negli ultimi anni, Borsa Italiana ha dedicato alle società appartenenti al segmento STAR un evento che costituisce un’opportunità di incontro tra investitori, sia nazionali che internazionali, e il management delle società quotate appartenenti allo STAR. In tale segmento, che comprende società aventi una capitalizzazione che va dai 40 milioni al miliardo di euro ed in possesso di alcuni requisiti, a nostro giudizio vi sono realtà che costituiscono delle buone opportunità di investimento sia per le prospettive di crescita sia per la solidità del business model. Osservando la performance dell’indice STAR, è possibile osservare come, nel corso del 2014, tale indice abbia sovraperformato con un rendimento positivo del 9% l’indice principale del mercato italiano che invece è rimasto invariato, e che abbia mantenuto questa sovraperformance anche nel corso del 2015 (+29% contro un +21%). Molteplici sono i fattori che hanno contribuito a questo risultato e che riteniamo lo possano essere anche in futuro, in particolare:

La composizione dell’indice STAR, a differenza di quella dell’indice generale, riflette una diversificazione settoriale che vede una rilevante presenza del settore industriale e del settore ciclico che sono tra i maggiori beneficiari di un contesto di mercato caratterizzato dalla elevata liquidità e da prospettive di stabilizzazione del ciclo economico.

La buona presenza del comparto tecnologico costituisce, alla luce dell’ottima performance del settore e delle prospettive di crescita, un ulteriore elemento positivo. Il sistema imprenditoriale italiano, costituito in maggioranza dalle piccole e medie imprese, presenta delle eccellenze proprio in quelle realtà maggiormente rappresentate in questo segmento.

La prospettiva di mantenimento di una politica monetaria fortemente accomodante da parte della BCE assieme a prospettive di miglioramento del contesto macroeconomico costituiscono ulteriori elementi a supporto del percorso di crescita.

L’elevato grado di internazionalizzazione di gran parte delle società presenti in questo segmento, rappresenta mai come in questa fase un fattore positivo rilevante, alla luce della debolezza dell’euro nei confronti delle principali valute. A questi fattori vanno aggiunte le valutazioni che, nonostante le ottime performance registrate, rimangono ancora attraenti e sono sostenute dalla solidità delle dinamiche reddituali, come testimoniato dai risultati delle ultime trimestrali.

Di conseguenza, pur con un criterio fortemente selettivo, manteniamo nell’intorno del 10% l’esposizione del nostro portafoglio italiano a questo segmento, privilegiando quei titoli che in una logica di diversificazione mantengono opportunità di crescita rilevanti.

 

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