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Le Poste puntano sulla finanza. E per il pacchetto di Anima danno 200 mln a MPS


In vista della quotazione in Borsa, Poste Italiane ha deciso di rafforzare il segmento di business del risparmio gestito attraverso la ricerca di un partner. E l’ha trovato in Anima. Il gruppo guidato da Francesco Caio, cui fanno capo circa 13.000 sportelli sparsi su tutto il territorio nazionale, ha acquistato il 10,3% del capitale sociale di Anima Holding detenuto da Monte Paschi Siena. Commenta Marco Carreri, amministratore delegato di Anima Holding e Anima SGR: “siamo orgogliosi della fiducia che ci viene data dal gruppo Poste. È una grande opportunità per consolidare il ruolo di Anima come campione nazionale del risparmio gestito, facendo leva su soluzioni di investimento di qualità e un’offerta distintiva di strumenti, attività di formazione e assistenza. Auspichiamo che questo sia il primo passo di un percorso in grado di generare significativo valore per i risparmiatori italiani, il gruppo Poste e tutti gli altri stakeholder di Anima”.

Mentre Francesco Caio ha commentato così: “l’acquisizione del 10,3% di Anima ha una forte valenza industriale e conferma l'impegno di Poste Italiane nel settore del risparmio gestito che costituisce, con i servizi postali e logistici, e gli strumenti digitali di pagamento e transazioni, uno dei pilastri strategici del piano industriale del gruppo”. Nell’accordo raggiunto è anche previsto il subentro di Poste Italiane a MPS nel patto parasociale di governance con BPM anche attraverso la presenza di nuovi consiglieri di amministrazione in rappresentanza della stessa Poste Italiane. Banca Popolare di Milano è azionista di Anima con il 16,8% del capitale. L’esecuzione del contratto è subordinata ad alcune condizioni sospensive, tra cui l’ottenimento delle autorizzazioni previste dalla legge, l’assenso di BPM e la formalizzazione dell’accordo tra MPS, Poste e Banca Popolare di Milano per il subentro di Poste nel patto parasociale. Poste Italiane è stata assistita nell’operazione da Morgan Stanley & Co. International, in qualità di financial advisor.

Secondo il gruppo senese il controvalore complessivo dell’operazione è di 6,967 euro per azione. In particolare, il corrispettivo previsto è pari a 6,8 euro per azione, per un totale di complessivi 210 milioni di euro, a cui si aggiunge il dividendo per l’esercizio 2014 che sarà attribuito a MPS (5,2 milioni di euro in totale per la partecipazione detenuta). La banca senese cede così la sua partecipazione del 10,3% per 6,8 euro ad azione e ottiene anche di incassare il dividendo per l'esercizio 2014 di 0,167 euro. Nell’ambito dell’accordo, spiega il Monte, “al fine di proteggere Poste da eventi di straordinaria portata legati al rischio di mercato, è stato previsto un meccanismo di aggiustamento del prezzo di cessione a favore di Poste parametrato al prezzo medio di mercato delle azioni Anima ponderato per i volumi giornalieri scambiati dalla data di sottoscrizione del contratto fino al 24 luglio 2015, data entro cui deve essere completato il Capital Plan di MPS”.

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