Le cinque tendenze della tecnologia


Le innovazioni tecnologiche stanno senz’altro rivoluzionando il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarci con gli altri. Il settore della tecnologia globale rappresenta quindi un segmento che passa difficilmente inosservato. Le conquiste tecnologiche in ambiti quali l’intelligenza artificiale, la robotica, internet, i veicoli senza pilota, la stampa 3D, le nanotecnologie, le biotecnologie, la scienza dei materiali, l’accumulo di energia e l’informatica quantistica sono acclamate come foriere di una nuova epoca. Ovviamente, molti asset manager si affacciano quotidianamente alla tematica.

Tuttavia, per Columbia Threadneedle Investments, cinque sono le tendenze di rilievo che spiegano perché gli investitori dovrebbero pensare di investire in titoli tecnologici. “Le valutazioni di alcuni titoli mega cap statunitensi stanno già scontando diversi anni di solida crescita. Invece, altre società ben posizionate per trarre profitto dalla rivoluzione tecnologica presentano valutazioni più ragionevoli. Tra queste vi sono aziende a media capitalizzazione che producono componenti per la catena produttiva del settore. Molte di esse sono state generalmente snobbate dagli investitori di Wall Street, malgrado la crescita sostenibile degli utili”, sostengono dall’asset manager americano. Come seguono le cinque tendenze che, secondo Columbia Threadneedle, chiariscono perché gli investitori asiatici possono trarre vantaggio dall’inclusione di titoli tecnologici nei loro portafogli:

1. Crescita del cloud computing - con la diffusione esponenziale dello streaming di contenuti e dell’e-commerce, i grandi data center in cloud progettati per contenere l’ingente quantità di dati devono aumentare costantemente la loro capacità e offrire un buon livello di sicurezza. I centri dati necessitano quindi di enorme spazio di archiviazione, ossia di unità a stato solido (SSD).

2. Consolidamento dei semiconduttori - l’ondata di fusioni e acquisizioni nel campo della produzione dei semiconduttori ha aumentato la redditività delle società, in modo simile agli effetti del consolidamento nel settore delle linee aeree. Inoltre, la legge di Moore (secondo cui il numero di transistor in un circuito integrato complesso raddoppia ogni due anni) sta rallentando il ritmo. Ciò significa che i chip all’avanguardia non scendono più di prezzo. Anzi, in molti casi diventano più costosi. Si tratta di una dinamica nuova e molto positiva nel mondo dei semiconduttori.

3. Gli smartphone diventano più costosi - gli smartphone corrono il rischio di diventare noiosi. Eppure, benché l’espansione delle vendite stia rallentando, in media i dispositivi stanno salendo di prezzo, per cui il valore dei chip al loro interno continua a salire. Lo spazio di memoria per telefono aumenta, la capacità Wi-Fi migliora, senza dimenticare funzionalità biometriche o sensori 3D. Tutte queste componenti non stanno rallentando, anche se i volumi unitari non danno prova di una crescita sensazionale. Sono tutte tendenze positive.

4. Ascesa dell’intelligenza alternativa e dell’apprendimento automatico - tutte le tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico e il cloud computing necessitano di enormi quantitativi di memoria a basso prezzo.

5. Affidabilità degli utili - la crescente domanda di tecnologia si ripercuote sugli utili societari. Benché questi siano in crescita, di recente vi sono stati casi di aziende che non hanno concretizzato le loro previsioni trimestrali. La maggior parte delle aree del settore esibisce solidi fondamentali, ad esempio il mondo dei software, quello dei semiconduttori e, in particolare, i titoli legati ad internet. Non tutti i titoli tecnologici sono quindi destinati al successo. Alcune delle società tecnologiche più mature registrano un calo delle vendite, mentre altre tra quelle più recenti presentano valutazioni elevate ed erodono liquidità a causa di modelli di business insostenibili. Risulta quindi importante essere selettivi.

Rivoluzione a 360°

Presto l’intelligenza artificiale, vale a dire la replica, da parte dei computer, di azioni che normalmente richiedono l’intelligenza umana, farà molto altro, grazie agli investimenti delle società digitali che considerano i sistemi di apprendimento automatico una delle principali fonti di crescita. Il mercato dell’AI è già piuttosto vasto e, secondo i dati di Bank of America Merrill Lynch, questo dovrebbe crescere ancora dai 2 miliardi di dollari del 2015  ai 127 miliardi di dollari entro il 2025.

Per l’economia globale un simile sviluppo potrebbe comportare trilioni di dollari di extra-crescita, grazie all’aumento della produttività e dei consumi, dato che le persone sono disposte a spendere per beni e servizi nuovi o migliori. “L’intelligenza artificiale non si limiterà a rivoluzionare un solo settore. Si tratta di una tecnologia abilitante pervasiva, che sarà la fortuna di alcune società e la rovina di altre, in diversi settori. In molti casi la differenza tra successo e fallimento sta nella velocità e nell’efficacia con cui le imprese impiegano l’intelligenza artificiale. Per la maggior parte delle aziende, utilizzare in modo efficace l’AI significa semplicemente essere in grado di analizzare una grande quantità di dati. Nel 2025 la quantità annuale di dati prodotti dovrebbe raggiungere i 163 mila miliardi di gigabyte - dieci volte il volume del 2016”, fanno sapere da Pictet Asset Management, il quale spiegano inoltre che, tramite l’apprendimento automatico, gli algoritmi utilizzano i dati storici per individuare dei modelli e prevedere in tal modo cosa potrebbe accadere in futuro.

Per l’asset manager svizzero, il passo successivo è quindi rappresentato dal deep learning: le macchine imparano dai propri errori e affinano le previsioni con ogni nuovo frammento di informazione ricevuto.  “L’intelligenza artificiale fa già sentire la propria presenza in diversi settori quali sanità, vendite al dettaglio e finanza. Sta anche trasformando il mondo della finanza: le banche e i consulenti finanziari sono minacciati dalla presenza dei robo-advisor. I rivenditori, invece, non danno troppa importanza all’AI, a loro rischio e pericolo. L’apprendimento automatico può infatti migliorare la logistica e la personalizzazione dei prodotti. Le società non possono permettersi di ignorare tale fenomeno, anzi, quelle specializzate nello sviluppo di tecnologie legate all’intelligenza artificiale potrebbero mostrare un’impennata di utili e fatturato”, afferma Alexandre Mouthon, senior product specialist di Pictet AM. Per Mouthon, ciò si traduce in un’opportunità di investimento, motivo per cui l’AI costituisce uno dei principali temi della strategia Pictet-Digital, fondo che vanta del doppio rating Blockbuster-Consistente Funds People.

Fondo Società Valuta Base Patrimonio (in mln di euro) Rend. % 2017 (al 30/09/2017) Marchio Funds People
Eurizon Azioni Tecnologie Avanzate Eurizon Capital SGR Euro 243 10,43 B
Fidelity Funds - Global Technology Fund Fidelity Euro 2.050 10,76 C
Mediolanum Challenge Technology Equity Fund Mediolanum Euro 471 10,01 B
Pictet-Digital Pictet AM Euro 1.596 15,1 BC

I fondi azionari technology sector con marchio Funds People 2017. Fonte: Morningstar.

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