Le aspettative dell’insediamento Trump


In vista del discorso inaugurale che il Presidente eletto Donald Trump terrà in giornata, diverse sono le aspettative degli esperti dell’asset management. Il mercato ha reagito positivamente alla sua vittoria, e le valutazioni azionarie riflettono già molti dei benefici che deriveranno dall’aumento della spesa infrastrutturale, e dall’approccio business friendly della nuova amministrazione.

I titoli finanziari corrono con Trump

John Bailer, portfolio manager presso The Boston Company Asset Management (BNY Mellon), afferma che “i titoli finanziari sono prevalentemente domestici e potrebbero beneficiare dalla riforma delle imposte societarie: si stima che un livello di tassazione federale pari al 20% potrebbe incrementare gli utili del settore del 18% in media. Dopo il duro trattamento riservato loro dalla crisi finanziaria in poi, crediamo che il vento stia cambiando per i titoli finanziari e che questi siano fondamentalmente solidi, sottovalutati e pronti per un ritorno in grande stile nei portafogli degli investitori”.

Gli investitori fiduciosi

Un report di UBS Wealth Management, che riguarda la fiducia degli investitori alla luce dell’imminente insediamento di Donald Trump previsto in giornata, svela che l’ottimismo degli investitori si è impennato, dove questi prevedono condizioni di business e un contesto normativo più “friendly” oltre che una semplificazione del processo legislativo. In particolare, tale ottimismo è salito di quasi 20 punti percentuali dalle elezioni (rispetto al 39% del periodo pre-elettorale e al 58% di quello post-elettorale, sostenendo che le prospettive economiche siano migliorate). Sul mercato azionario, il 68% degli investitori si aspettano forti rendimenti contro il 25% pre-elettorale. Infine, altri risultati evidenziano le straordinaria opportunità che i wealth manager statunitensi (tra cui UBS) hanno per veder crescere il loro business, ovvero il 55% degli investitori sono alla ricerca di opportunità di investimento (dal 34% subito dopo l'elezione​), il 42% sono intenzionati ad investire di più in azioni, il 33% sta valutando acquisti important​i e il 30% sta valutando di investire liquidità in titoli​.

Il capitalismo al timone

Didier Saint-Georges, managing director e membro dell'Investment Committee di Carmignac, afferma che, “l'elezione di Donald Trump solleva innumerevoli domande, soprattutto al di fuori degli Stati Uniti. Ma negli Stati Uniti il mondo del business vede le cose in termini semplici: Trump, l'uomo d'affari diventato presidente, significa il ritorno del capitalismo al timone, il che comporta, tra l'altro, tagli fiscali, una minore regolamentazione e incentivi agli investimenti. Inoltre Trump è un sostenitore di una forma di capitalismo spudoratamente mercantilista, che ha lo scopo di favorire la creazione di ricchezza all'interno degli Stati Uniti. Non è quindi una sorpresa che gli indicatori di fiducia dei consumatori e il sentiment delle imprese americane siano notevolmente migliorati dal 9 novembre dello scorso anno. L'economia degli Stati Uniti procede a tutto vapore”.

L’analisi delle aspettative

Fidelity International, ha condotto una ricerca che indaga sulle aspettative del management delle aziende in tutto il mondo, e suggerisce che i timori per i rischi politici non fermeranno i trend positivi che caratterizzano tutti i settori e tutte le regioni. Il 72% degli analisti Fidelity specializzati sulle aziende degli Stati Uniti, dove il risultato elettorale è ancora un tema dominante, ritiene che nei prossimi due anni la vittoria di Donald Trump possa produrre effetti positivi sulle società, se si considerano aspetti come la riforma della tassazione per le imprese, la riduzione delle imposte sui redditi, gli investimenti infrastrutturali, l’irripidimento delle curve dei rendimenti e la maggioranza repubblicana al Congresso. La percentuale degli analisti che ritiene che la presidenza Trump avrà un impatto positivo sulle società europee (39%) supera quella di chi prevede effetti negativi (12%). In Asia, la maggioranza degli analisti (67%) non si aspetta conseguenze di rilievo per le società. L'impatto è invece considerato come moderatamente negativo (64%) nei Paesi emergenti extra asiatici.

A proposito di emergenti

Sailesh Lad, gestore presso AXA Investment Managers, spiega che cosa significa Trump per i Paesi emergenti. “Innanzitutto, uno dei principali fattori di rischio sarà rappresentato dalle priorità della politica economica del Presidente eletto Donald Trump un volta insediato. Fino a questo momento i mercati hanno fatto congetture, passando a una visione leggermente più serena di ciò che potrebbe significare la presidenza Trump”, spiega. “I mercati potranno avere le idee più chiare solo verso la metà del primo trimestre; fino a quel momento, è più che lecito aspettarsi che continuino a reagire in maniera eccessiva alle notizie di attualità. La prima reazione del mercato alla vittoria elettorale di Trump e alla conseguente fase di attesa della politica economica è stata un aumento dei tassi di rendimento, non solo negli USA ma in tutti i mercati a reddito fisso, un paradigma che, a nostro parere, durerà per qualche tempo. I mercati emergenti subiranno ulteriori pressioni a causa del rafforzamento del dollaro, che porterà a una graduale flessione dei tassi di cambio”, conclude l’esperto.

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