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La Svizzera è già nella white list


Finisce il segreto bancario svizzero. È stato raggiunto l’accordo sullo scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali dell’Italia e della Confederazione elvetica. La firma ufficiale dovrebbe avvenire entro la metà di febbraio 2015.  Ma l’operatività avverrà solo dopo la ratifica dei rispettivi parlamenti, quindi con i tempi tecnici necessari. Si parla quindi del 2017. Dopo di che l’Agenzia delle Entrate potrà avere accesso alle informazioni sulle attività finanziarie detenute in Svizzera dai contribuenti italiani, senza dover aspettare l’esprimersi da parte della magistratura. Sarà sufficiente portare avanti una richiesta motivata. La Svizzera, in altre parole, alla luce di questo accordo, è di fatto già fuori dalla black list, almeno in relazione alla questione legata alla voluntary disclosure dove, è bene ricordare, non c’è anonimato e il contribuente è tenuto a pagare tutte le tasse arretrate, oltre alle sanzioni, anche se queste ultime saranno ridotte.

Quindi, chi possiede capitali nella Confederazione e decide di regolarizzarli, non subirà infatti sanzioni più pesanti, né rischierà che gli vengano raddoppiati i tempi dell'accertamento. “Questa è davvero l’ultima occasione per chi ha capitali in Svizzera non dichiarati al fisco”, ha fatto sapere l’ex sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, mentre spiegava l’accordo. Ceriani per tre anni ha lavorato come capo della delegazione italiana allo svolgersi dell’intesa. Inoltre nel 2017 la Svizzera dovrebbe aver chiuso l’accordo anche sullo scambio automatico delle informazioni fiscali, che sta trattando con la Commissione europea. Tra Italia e Svizzera, in ogni caso, va avanti il confronto su altri temi: la doppia imposizione sui redditi, il trattamento fiscale dei frontalieri e lo status di Campione d’Italia.

Una questione aperta e più complessa è poi quella dell’autorizzazione alle banche svizzere per promuovere i loro prodotti in Italia. Ma su questo dovranno esprimersi Banca d’Italia e Consob. Intanto le banche elvetiche stanno cambiando tutte le regole del gioco quanto alle nuove procedure di gestione dei conti. Ultima, in ordine di tempo, Crédit Suisse che non rilascia contante ai propri clienti ma solo bonifici che hanno destinazione su paesi white list, ovvero quelli con una normativa fiscale in linea con tutte le direttive OCSE in materia. La questione è da vedersi sulla scia dell’accettazione di Berna delle nuove regole OCSE sullo scambio di informazioni. Ora le banche svizzere devono verificare che i fondi dei correntisti siano in linea con le regole antiriciclaggio e siano dotati di un’idonea giustificazione circa l’utilizzo degli stessi.

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